[SIZE=4][COLOR=darkblue]Non c’è crisi che tenga. Il parco, dopo avere “sputtanato “oltre un miliardo di lire per comperare il Volterraio, ora ne ”risputtana” altrettanti per l’acquisto delle dune di Lacona. La polemica sollevata da ELBA 2000 a seguito dell’acquisto del castello. [/COLOR] [/SIZE]
La notizia ha dell’incredibile: Mario Tozzi, prima di andarsene, avrebbe predisposto per l’acquisto delle dune di Lacona. Vedremo poi se la cosa andrà in porto, ma intanto si può dire che l’errore gravissimo commesso dal Parco con l’acquisto del Volterraio non è servito a niente.
Adesso nessuno avrebbe il coraggio di dire che non fu un errore. Lo stesso Tirreno, che mai aveva speso una parola contro l’acquisto, in un pezzo del luglio del 2010 denunciava che il Castello si stava sgretolando e si chiedeva perché il Parco, che aveva speso oltre un miliardo per comperarlo, non faceva nulla per arrestarne il degrado. Poi rivolge la domanda direttamente al presidente Mario Tozzi, che rispondeva così:
«I soldi non ci sono; non ho idea di cosa sia possibile fare. Per rimettere a posto il castello servirebbero almeno due milioni di euro. Se qualcuno lo vuole acquistare siamo pronti a venderlo anche subito».Quindi un anno fa se lo sarebbe addirittura venduto. A Tozzi, non viene fatta la domanda sulle ragioni dell’acquisto. E giustamente, perché l’ idea fu del primo Presidente: Giuseppe Tanelli, quello che definì gli antiparco un ”gorillaio”, tanto per capirci.
Ma i "gorilla" di “ELBA 2000” avevano capito quello che lui e i suoi cortigiani di razza non avevano capito: che comperare il Volterraio era una “bischerata“ grande come una casa, anzi, come un castello. Eravamo i soli ad averlo compreso, visto che nessuno all’Elba trovò qualcosa da ridire: partiti, associazioni culturali, giornalisti, intellettuali, semplici cittadini, tutti zitti. Nessuno se la sentiva di attaccare il nuovo Governatore dell’Isola.
La denuncia di Elba 2000 provocò alcune risposte risentite.
Ecco, in 4 atti, alcuni passaggi della polemica ripresi dall’archivio di Elbareport
[COLOR=darkblue]Atto primo – Il 10 SETT. 2003 [/COLOR] Elba 2000 accusa il presidente Tanelli di aver sputtanato 1 miliardo e cento milioni per comperare il Volterraio, che a rigor di logica e di buon senso, non poteva esser restaurato. Sarebbe stato giusto, ma si trattava di un sogno pagato a caro prezzo.
[COLOR=darkblue]Atto secondo [/COLOR] - Elbareport pubblica il pezzo ma aggiunge un commento di Sergio Rossi che difende la scelta di Tanelli. Siccome nessuno glielo aveva chiesto, si vede che Sergio era proprio convinto di non sbagliarsi. E la mette così: “ …… non si può fare a meno di contestare il passo dedicato a Giuseppe Tanelli (con il quale in diverse occasioni non siamo stati affatto teneri, e questo dovrebbe costituire una garanzia). Il ritorno del Castello del Volterraio tra le pubbliche disponibilità e gli interventi per fermarne la rovina, sono stati, prima di ogni altra cosa, atti di civiltà, che tra l’altro avrebbero dovuto compiersi ben prima della nascita del Parco. Il PNAT casomai ha supplito, su questo fronte, a carenze di ministeri ed enti locali.
[COLOR=darkblue]Atto terzo - Il 14 sett. 2003 [/COLOR] Interviene il Prof. Tanelli. Anche lui convinto di non averla fatta grossa ma giusta. La lettera non è indirizzata a Elba 2000 (comprensibile: i professori non parlano con i gorilla) ma al direttore di Elbareport, che la introduce con poche righe :
“ Scrive il Professor Giuseppe Tanelli, chiamato in causa in un comunicato di Elba 2000 pubblicato nel n. 281 di Elbareport, nel quale si criticava pesantemente l'acquisto del Castello del Volterraio da parte del Parco Nazionale:
"Caro Sergio,
grazie per le Tue parole. Vorrei solo aggiungere: Il Volterraio è uno dei pochi luoghi dell'Isola, se non l'unico, che nella sua lunga storia non è mai stato violato da barbari e pirati. I resti delle sue mura, i camminamenti, le sue chiesine ci parlano di emozioni e valori, e ci trasmettono orgoglio e voglia di resistere. Le vicende di questa estate sono tristi, ma nell'Isola e dall'Isola è nato ed è esploso il bisogno di chiarezza, trasparenza ed onestà materiale ed intellettuale. Anche i resti del Volterraio, guardandoli e sentendo la loro anima, possono aiutarci a non mollare e a continuare a lavorare per ciò che è giusto."
[COLOR=darkblue]Atto quarto - Il 15 sett. 2003 [/COLOR] la risposta di ELBA 2000.
“Il Castello del Volterraio, simbolo dell'orgoglio elbano e baluardo contro il dilagare del malaffare sul territorio, è troppo grande per lasciarlo cadere così: dimostra come l'innocenza e il candore non si logorano con gli anni, ma, a parte l'efficacia pratica che i castelli solitari possono avere sullo standard morale degli amministratori malintenzionati, rimane da spiegare perché il simbolo debba essere comprato; i simboli sono simboli, non merce.
Ma è anche vero che i simboli, per avere il loro benefico effetto, devono esistere e il Parco potrebbe avere in programma il restauro che ne arresti il degrado. Se vi fosse una lontana possibilità che dei fondi potessero essere trovati, anche nei prossimi 20 anni, saremmo pronti a rivedere il nostro giudizio. ELBA 2000
