Mia cara signora, per il fatto che a proposito di comprensione dica di se stessa: ".... ben consapevole che i miei limiti sono tanti", non deve sentirsi autorizzata a riportare in modo stravolto pensieri ed argomentazioni di altri.
Secondo lei in ciรฒ che ho detto e che le riporto all'attenzione, c'รจ, come lei travisa, l'invito a vergognarsi perchรจ tiene a dialogare sia col Matto & C. e Dante, cosi come anche con altri?
Credo proprio che il significato sia completamente diverso!
Provi a rileggere con piรน attenzione, magari fino in fondo, cercando di capire cosa si dice realmente piuttosto che fantasticare su ciรฒ che si vorrebbe fosse detto (questo credo sia il suo vero problema che le limita la comprensione).
Riporto:
"Mi perdoni signora, ma come fa a pretendere di accostare le argomentazioni di Dante a quelle del Matto & C. , รจ una impresa che scoraggerebbe pure una Santanchรจ od un La Russa nella miglior forma? Si tratta semplicemente due realtร estranee l'un l'altra e non paragonabili, non solo per i contenuti, ma anche per lo stile, il rigore professionale ed infine per l'onestร intellettuale.
Forse non sono affari miei, perlomeno non del tutto, ma non puรฒ non esserci un limite alla vergogna."
Saluti
Marco
