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LUCIANO REGOLI da LUCIANO REGOLI pubblicato il 31 Dicembre 2011 alle 17:21
[SIZE=4][COLOR=darkred]IL 13 GENNAIO 2012 AL MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA "LA DONNA NELLA PITTURA DI LUCIANO REGOLI" [/COLOR] [/SIZE] [COLOR=darkblue]LUCIANO REGOLI รˆ PRESENTE CON TRE OPERE ALLA 54ยฐ ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D'ARTE DELLA BIENNALE DI VENEZIA, ALLESTITA DA VITTORIO SGARBI AL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI DI TORINO. [/COLOR] In occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unitร  d'Italia, il Padiglione Italia, presente alla 54ยฐ Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, promuove un'iniziativa estesa a tutto il territorio nazionale, volta ad indagare il panorama artistico contemporaneo, completando una vera e propria ricognizione delle diverse e molteplici realtร  artistiche regionali. La rassegna รจ curata daVittorio Sgarbi. Alla mostra รจ presente, con tre opere, anche Luciano Regoli. ยซLuciano Regoli ha una convinzione precisa: che della pittura come mezzo di espressione/comunicazione sia piรน che mai necessario preservare (come effettiva trasmissione di sapere) tutta la specifica ricchezza tradizionale. Un patrimonio che per molti aspetti rischia infatti di andare perduto; un patrimonio che non รจ di ideologie estetiche, beninteso, ma di esperienze sul campo; di capacitร  di far dire di piรน, e in termini maggiormente flessibili, al mezzo pittorico in quanto tale (in implicita dialettica con altri mezzi attuali di comunicazione visiva). La vicenda storica multiforme (fortunatamente) dell'arte contemporanea, nella ricerca di nuovi valori contro gli antichi, ha teso a spogliarsi di quella totalitร  (persino virtuosistica a volte) di conoscenze che facevano la pienezza tradizionale del pittore, fosse Manet o fosse Mancini; che erano insomma il terreno sul quale divenivano possibili le stesse decisive personali trasgressioni. L'arte contemporanea ha teso a porre le proprie trasgressioni [...] non entro ma contro quel patrimonio. [...] E cosรฌ, quando come negli ultimi decenni si รจ manifestato un ritorno, per molti aspetti di pretesa restaurativa, quando si รจ manifestato un programmatico ritorno (sospinto anche da necessitร  di mercato, dopo il vuoto oggettuale causato dal "concettuale") verso la pittura, si รจ ben visto, dai "transavanguardisti" agli "anacronisti", come si invocasse il ritorno ad un linguaggio del quale si avevano idee assai approssimative (quando almeno se ne avevano). [...] In questa confusione Regoli, isolato, crede a due cose: appunto al mezzo pittorico nella sua integritร  tradizionale, e alla necessitร  di difenderne il patrimonio di tramandi, di conoscenze e dunque di specifico "sapere"; e al rapporto, come si diceva un tempo, con il "vero". La sua sicurezza suona come sfida, e vuole esserlo, sicuro come รจ che, se pittura deve essere, debba esserlo fino in fondo, in tutte le sue possibili qualitร , e in tutte le sue capacitร  di connotata rappresentazione. In ritratti, in paesaggi, in nature morte. รˆ una sfida alla critica, costretta a rileggere la pittura in qualitร  antiche. Ma รจ una sfida ovviamente anche a sรฉ stesso, destinato ad una possibilitร  di affermazione contro le semplificate misure piรน correnti. [...] Eccomi ad affrontare un "caso" Regoli. Il quale cerca la propria "occasione di pittura" nei ritratti (รจ fra i piรน abili e soddisfacenti ritrattisti in circolazione: lo fu negli oscuri maturi anni inglesi anche Schwitters), ritratti in genere ambientati, nelle nature morte, pure in genere ambientate e fatte di molti oggetti e nei paesaggi (di Roma, dell'Elba, dove vive, della campagna). Lo interessa cioรจ il fatto pittorico in quanto tale o meglio una trascrizione pittorica intimamente lirica, tonale, del rapporto emotivo con il "vero", che vuole raccontare nella misura in cui gli si offre appunto come pretesto di pittura, di pura pittura. Il suo รจ un tonalismo non timbrico, ma naturalmente giocato sul presupposto luminoso degli accorti e sottili passaggi di neutri. E questo tonalismo รจ al servizio di una disposizione sostanzialmente contemplativa, estraendosi dal tempo nella sua aggressiva storicitร  "ad diem" e disponendosi invece nel tempo fermo del puro lirismo di dialogo appunto sostanzialmente contemplativo. [...] A suo modo neoumanistica, il tratto d'attualitร  piรน evidente della sua pittura, รจ nella certezza del dato rappresentativo, pacato e totale.ยป
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