Caro Dante, la rigiditร di fondo nelle proprie convinzioni che non permette di arrivare mai a pareri condivisi, come giustamente rilevi, non sono convinto sia dovuta ai paletti ideologici (comunisti-fascisti) o a strascichi, incrostazioni, degli anni 60. La maggior parte della gente, dai sessantโanni in giรน non sa neanche cosa sono โgli anni sessantaโ e fra i piรน vecchi, non รจ cosa comune trovare chi sappia spiegare cosa sia successo in quegli anni e perchรฉ. Non dimentichiamoci che il 70% della popolazione italiana non legge e quando legge non รจ in grado di capire e comunque di riferire correttamente ciรฒ che ha letto. Vogliamo capire qual รจ il vero problema di questo paese? La rigiditร di fondo, a cui fai cenno, non รจ affatto nelle proprie o per le convinzioni, perchรฉ se cosi fosse uno si squarterebbe per argomentarle, le documenterebbe fino alla nausea, le proprie convinzioni. Questo, raramente accade, accade invece che ci si sforza per denigrare e per buttare nel ridicolo le argomentazioni e le documentazioni dei โDanteโ, senza contrapporne di proprie di una certa serietร . Ci si sforza piuttosto di tacciare di sapientone spocchioso con la puzza sotto il naso chi per cultura, educazione avuta a casa, predisposizione, per piacere e comunque con onestร intellettuale รจ convinto di far bene provare a comunicare quel poco o tanto che sa. Si abbassa lโasticella verso il basso becero-zoccolo cosรฌ tutti diventano uguali, esonerati dal rispettare regole civili e la dignitร si riduce a qualcosa che ci fa pisciare addosso dalle risate. Il dramma di questo paese, caro buon Dante, รจ lโassenza di ideali e quindi di cultura, di quella dignitosa cultura che ai nostri vecchi ha permesso di raccontarci ciรฒ che sapevano, di raccontarci lโonestร , la coerenza e la dignitร . Ecco, in questo paese si รจ perduto la capacitร di raccontare e con essa la capacitร sia di insegnare.
Valerio
