[COLOR=firebrick]Il Pd di Porto Azzurro scrive: "Giocandosela con un proverbio si potrebbe dire che il Sindaco tenti di farci prendere lucciole per lanterne. Purtroppo la situazione è ancor più grave e il modo con cui questa storia viene raccontata non è proprio corrispondente alle indicazioni che il Tar ha sancito con la sua recente sentenza. Il Tribunale Amministrativo Regionale, a seguito di un ricorso da parte della società Ahetalia Marine Service, nella sentenza 162/2011 ha annullato l’affidamento diretto alla società D’Alarcon dei servizi portuali in quanto tale procedimento e tale scelta si configurava come illegittima, poiché non rispettosa dei principi e delle normative europee in tema di libera concorrenza e dei principi di evidenza pubblica. L’Amministrazione comunale, non ottemperando al disposto della sentenza, ha però nuovamente affidato alla società D’Alarcon in via immediata e temporanea la gestione dell’approdo turistico e del relativo specchio acqueo in attesa della gara per la selezione del socio privato da espletarsi entro il 31 dicembre 2011. Senza volersi sostituire né all’avvocato del Comune e tanto meno alla giustizia amministrativa, la sentenza del Tar esplicitamente recita “…mentre rientra nella legittima discrezionalità amministrativa dell’ente attivare il procedimento di trasformazione della D’Alarcon in società a capitale misto (procedimento che non si è ancora concluso e di esito incerto), appare elusiva del giudicato la scelta di affidare nuovamente, in via immediata, a società attualmente qualificabile come in house, la gestione dell’approdo turistico e del relativo specchio acqueo”. Pare quindi evidente che, anche a giudizio del Tar, un conto è la procedura per la privatizzazione della società D’Alarcon che teoricamente potrebbe terminare anche con un esito negativo (ossia senza la selezione del socio privato per mancanza di partecipanti o di requisiti degli stessi) e un altro conto è l’affidamento della concessione. A tale ragione il Tar aveva dato sette giorni al fine dell’indizione della gara per la scelta del concessionario e non per l’individuazione del soggetto privato all’interno della futura società “mista” D’Alarcon che, come detto precedentemente è cosa ben diversa. Da sempre abbiamo cercato mettere in guardia l’Amministrazione sottolineando che ricorsi di questo genere, quando si procede con affidamenti diretti a società in house come la nostra, sono all’ordine del giorno se non vengono rispettate le norme relative alla libera concorrenza e i principi di evidenza pubblica. Puntualmente l’Amministrazione ha giocato nel considerarci “nemici” della società D’Alarcon, dei suoi dipendenti e del paese. Non è così, abbiamo sempre cercato di difendere Porto Azzurro da scelte che nel breve periodo sembrano la migliore delle soluzioni possibili, ma che alla lunga, si pagano a caro prezzo. [/COLOR]
