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X Giancarlo Diversi...il fango e gli Eroi da X Giancarlo Diversi...il fango e gli Eroi pubblicato il 11 Dicembre 2011 alle 21:05
Caro Giancarlo, contraccambio complimenti e stima, ma resto della mia idea, anche dopo aver visto l'ottimo servizio di Rai 2 "Storie" andato in onda ieri sera dopo un pallosissimo servizio sugli eroi risorgimentali "minori", sono appassionato di Storia e ti confesso che era davvero soporifera la puntata di Dossier che ha preceduto il servizio sull'Elba. Detto ciรฒ, torniamo al dibattito sulla comunicazione. La comunicazione, come la pubblicitร , non รจ "tautologica", benchรฉ la prima legge della comunicazione citi che non esiste "la non comunicazione", tra comparire sui media nazionali e fare comunicazione positiva per il territorio c'รจ una bella differenza. Se l'obbiettivo era far vedere che siamo "api laboriose" nulla da eccepire, perรฒ viviamo di turismo e dopo un mese far scorrere certe immagini del 7 novembre corredate da riprese attuali, come riportate dal servizio del TG5 di venerdรฌ sera, con zooomate sul lungomare ancora interrotto รจ un pericoloso esercizio di promozione turistica. Quei servizi dovevano uscire l'8 novembre corredati da numeri di conti correnti bancari per necessarie e bene accette devoluzioni. Oggi si devono comunicare i progressi se ci sono stati, su tutti i fronti: case ristrutturate, negozi riaperti, alberghi e campeggi incolumi ecc... Non dobbiamo nascondere nulla ai giornalsti, dobbiamo spiegare le cose dividendole in categorie e possibilmente con numeri in progressione per quanto riguarda il ripristino alla normalitร  della rete commerciale, delle abitazioni civili tornate abitabili e dello stato della rete ricettiva. Continuando a fare servizi con onda di fango in primo piano e senza numeri della ricostruzione, nell'immaginario collettivo, si stamperร  l'immagine del fango e della distruzione. Cambiamo piano o stile di comunicazione. Passiamo dalla "contabilitร  razionale" a un livello di comunicazione piรน emotivo, immagina di spiegare ai giornalisti continentali cosa significhi vivere su di un'isola minore. Onestamente, credo di aver capito una cosa vivendo su di un'isola da 21 anni, qualsiasi cosa emergenziale ci succeda, privata o collettiva, abbiamo un lasso di tempo di circa 3/4 ore in cui dobbiamo contare solo su noi stessi o sulla fortuna. Pensa in chiave sanitaria per un ricovero urgente oppure per un intervento particolare di soccorso, incendio alluvione, crollo ecc... Questo ha inciso molto nelle prime ore dei soccorsi. Gli elbani hanno il cromosoma dell'autosoccorso che un cittadino di Milano o Roma non possiede. Le decine di Volontari elbani della Protezione Civile, i pompieri stessi in servizio sull'isola, Davide Calisi, Lorenzo Segnini, Matteo Covitto, Massimo Taglione, le centinaia di ragazzi e ragazze brevettate per sococrso in mare, le decine di istruttori diving ecc... tutti sapevamo, che nelle prime 2 o 3 ore di lavoro e soccorso avrebbero dovuto fare "da soli"... i rinforzi sarebbero arrivati solo dopo alcune ore. Nessun altro avrebbe salvato mia mamma, nessun altro avrebbe sostituito Davide o Lorenzo. In tutti i primi soccorritori elbani รจ scattato lo stesso meccanismo di generositร . Chi non si buttava nel fango apriva il proprio ristorante come mensa collettiva oppure accorrreva con gli stivali ad aiutare il prossimo, anche organizzando le "salmerie" come hai fatto te con Teggi o Annamaria ecc... insomma, io la storia di questa "alluvione dimenticata" l'avrei raccontata davvero in modi e tempi diversi, in modo da trasferire l'occhio e la mente dei giornalisti nella nostra "dimensione insulare", in una maniera tale che in primo luogo avrebbe dato merito alla generositร  degli elbani, alla capacitร  autoorganizzativa e in secondo luogo non avrebbe inciso sull'immagine turistica dell'isola. In terzo luogo avrebbe caraterizzato in modo specifico l'alluvione nella mente dei cronisti, telespettatori o lettori: un'isola di gente impavida che ha reagito subito evitando perdite di vite umane... scusa se รจ poco! Senza nulla togliere al garage o al parcheggio dell'Hotel Select ancora pieni di detriti.... ma vorrei un altro biglietto da visita da esibire al prossimo giornalista e telespettatore! Un abbraccio e grazie per l'aiuto, la vicinanza e il conforto prestatoci. Paolo Franceschetti p.s. c...o, tuona di nuovo!!!
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