Caro Valerio,
Che dire, anche tu hai ragione.
Incomincio ad essere sempre piuโ perplesso sulla corretta conoscenza della nostra situazione economica, a causa dei molteplici input che vengono ad accavallarsi in questo tormentone.
Per tenerli (gli input) in giusta considerazione ci vorrebbe un bel modello econometrico; il paradosso eโ che gli unici che lo utilizzano, guarda caso, sono proprio quei โdiavoliโ delle societaโ di rating.
Certo, eโ evidente che se tu manipoli uno o piuโ parametri, il giudizio finale cambia; ma queste societaโ che ragione avrebbero a farlo? Per favorire alcune politiche di investimento? Puoโ darsi; peroโ io sono portato a pensare che la migliore strategia sarebbe quella di prendere comunque in considerazione il loro giudizio, ma con una buona dose di prudenza. La veritaโ eโ che alla fine la sostanza non cambia piuโ di tanto.
Cerchiamo allora di semplificare questo garbuglio: abbiamo un debito (reale) di 1900 mld di euro (nota: i 2/3 sono in mano ad investitori stranieri), che ci costa di interessi ogni anno non meno di 100 mld di euro. Gli interessi che paghiamo sono quindi piuโ della finanziaria di questโanno, che per trovare le famose risorse hanno colpito a destra ad a manca, scontentando tutti e con il dubbio che lโazione serva a poco, visto che il prossimo anno, come dici tu, siamo punto e daccapo, con altri 100 o piuโ mld di euro da pagare.
Allora, quale eโ lโazione giusta? Secondo me, abbattere da subito almeno 1/3 del debito pubblico, in modo che gli interessi scendano ad un livello piuโ sopportabile. Sono 650 ml di euro da trovare.
Discutiamo freddamente (senza ipocrisie ideologiche) come trovarli e soprattutto nel breve periodo; si, sono 650 mld di euro โฆ
Tu capisci che una volta trovati, tutto diventa piuโ facile: il pareggio di bilancio nel 2013 (facendo felice anche lโUE), ridurre i costi (ancora scandalosamente enormi) con azioni selettive, evitando di โฆ piangere in poi conferenza stampa.
Infine: attaccare con decisione lโevasione fiscale, ma questa eโ una battaglia lunga e con risultati non quantificabili a priori; i risultati peroโ dovranno essere indirizzati โesclusivamenteโ ad abbattere ulteriormente il nostro debito pubblico.
Come vedi eโ un circuito virtuoso: meno debiti, meno interessi, meno costi, forse meno tasse e piuโ disponibilitaโ per la benedetta crescita della nostra economia che, ahimeโ, sta entrando, come se non bastasse, in questo momento anche in depressione.
Dante
