Caro Ivano,
Ti confesso che provo una certa difficoltร a parlare con approccio politico di fatti e personaggi che credevo consegnati alla critica storica; anche perchรฉ, nonostante la mia personale stima e il mio sincero apprezzamento per i tuoi interventi su Camminando, ho trovato nel tuo ultimo pezzo ben pochi elementi di confronto. Forse sbaglio, ma รจ come se tu guardassi la storia politica con il binocolo rovesciato e di conseguenza tu vedessi i suoi protagonisti come facenti parte di unโunica ammucchiata dove si stemperano le individualitร e le specificitร dei singoli comportamenti.
Semplificando, mi sembra di capire che per te tutti quelli che non sono duri e puri e non combattono per il โtutto e subitoโ sono, allo stesso modo, artefici o strumenti, piรน o meno consapevoli, dello sfruttamento โdellโuomo sullโuomoโ. Ora, siccome mi sembra, a orecchio, che la tua tesi sโispiri al Marxismo, confesso di non avere i mezzi per poterle confutare in linea teorica. Ma mi limiterรฒ soltanto a ricordarti (a rischio di non essere originale) che la messa in pratica di queste dottrine ha generato effetti catastrofici. Senzโaltro meglio, invece, hanno fatto le politiche riformiste cui sโispiravano Nenni, Lombardi e Giolitti, con le quali, sia detto per inciso, Letta e Bersani hanno poco a che vedere e tanto meno De Benedetti e Colaninno.Ti saluto con stima e affetto,
Lelio Giannoni
