Caro Lelio, quando una buona parte dei cittadini ritiene di aver individuato un sistema migliore e non in contrasto col nostro ordinamento giuridico ed anmministrativo per amministrare il territorio dove risiede, allora io dico che รจ necessario che la "politica praticante" faccia un passo indietro e crei tutti i presupposti perchรจ questi cittadini possano confrontarsi democraticamente con un regolare referendum. Eโ evidente la propensione e la volontร della sinistra Toscana a gestire il processo di cambiamento perchรฉ il risultato sia il piรน funzionale possibile alle proprie ambizioni e strategie, come รจ altrettanto evidente che chi si ritrova spiazzato dallโaltra parte debba giocare in contropiede. Tutto questo perรฒ, caro Lelio, fa parte di un bagaglio di problematiche strategico-politico che al cittadino fregherebbero ben poco se non fosse per il coinvolgimento emotivo che la propaganda politica sa innescare sapientemente. Si tira fuori il il fascismo, il comunismo e tutti gli altri โismiโ, si porta in piazza lโamministratore che fa gli interessi di parte, si scaldano un poโ gli animi ed il gioco รจ fatto. E intanto che il cittadino prende posizione nei ranghi della propria tifoseria, il politico si adopera affinchรฉ un eventuale cambiamento non cambi niente. I carrozzoni che abbiamo messo in piedi in tanti anni di malapolitica, ubbidiscono a dinamiche che prescindono oramai dai colori, dalle tanto vituperate ideologie, sono attrezzati di meccanismi autoreferenziali tali che dal proprio interno non vi sia alcuna possibilitร di operare cambiamenti. Si autoproteggono. Lโattivitร politica รจ diventata purtroppo un mestiere, non piรน un servizio come invece dovremmo fare in modo che ridiventasse, un lavoro a tempo indeterminato fonte di reddito, un lavoro oramai troppo spesso in simbiosi con le logiche del profitto e sempre piรน direttamente con gli interessi di attivitร imprenditoriali. Tutto questo ha fatto sistema, un sistema consolidato, ripeto autoreferenziale, che non permette alle funzioni dei propri organigrammi di operare cambiamenti sostanziali, pena lโespulsione. Ecco perchรฉ nessun politico locale sponsorizza con decisione e volontร politica un referendum โpaese per paeseโ, tutti hanno paura di perdere. Questo รจ il vero motivo di una lotta di posizione e non certo perchรฉ non riescano ad immaginare che una gestione piรน razionale sia anche piรน efficiente e meno costosa, ma questo รจ un elemento che sta in fondo allโelenco delle loro aspettative. Non mi sembra poi di aver fatto una analisi sui due massimi sistemi del mondo, mi sembrano invece osservazioni piรน che condivise oltre che abbastanza terra-terra. Dico questo con molta amarezza perchรฉ la decadenza della politica โpraticataโ va purtroppo di pari passo con la decadenza del paese. Per concludere, ricapitolo il mio pensiero sullโargomento comune unico:
1) Il referendum/sondaggio cosรฌ come proposto non lo condivido
2) Sono convinto che gran parte degli elbani ritengono necessario confrontarsi per un diverso assetto amministrativo dellโElba
3) Che i politici nostrani โpraticantiโ prendano posizione chiara sul comune unico si o comune unico no e che sponsorizzino altrettanto chiaramente un referendum popolare. Che la piantino, da una parte di proporre โpseudo referendumโ , dallโaltra di fare melina su un vero referendum. La decisione, per queste problematiche, spetta solo al cittadino ed il politico gli deve dare la possibilitร di farlo!
Ciao
Valerio
