COMUNICATO STAMPA
Riguardo al recente riaprirsi della discussione sullโopportunitร dellโistituzione della tassa di soggiorno ci siano consentite alcune brevi considerazioni.
Veniamo da una stagione turistica che, nonostante lโinversione del trend negativo iniziato con la stagione 2002, non รจ stata di certo esaltante. Cโรจ stato sรฌ un leggero incremento delle presenze, ma questo si รจ verificato solo per la casuale coincidenza di alcuni fattori per noi tutti positivi: il bel tempo che si รจ protratto fino a tutto settembre, la situazione politica in medio oriente, la ripresa economica in Germania, ecc.
La situazione complessiva della nostra industria turistica rimane perรฒ preoccupante. In particolare, ci stiamo avviando verso un vero e proprio monopolio nel settore dei traghetti, con tutto quello che ne conseguirร in termini di tariffe e quindi di โirraggiungibilitร โ dellโElba. LโApt รจ stata soppressa e lโattivitร promozionale รจ sostanzialmente abbandonata alle iniziative delle singole categorie o dei singoli operatori. Manca un aeroporto che ci consenta di aggredire altri mercati โoltre a quelli consueti di lingua tedesca- e di renderci competitivi rispetto alla concorrenza delle altre isole del Mediterraneo e dโEuropa. Il maltempo che si รจ accanito su Marina di Campo ha prodotto dei danni gravissimi e gli operatori della zona, insieme allโamministrazione comunale e a tutti coloro che si stanno rendendo disponibili, dovranno impegnarsi duramente per tutto lโinverno per rimettere in funzione attivitร e servizi.
In questo quadro, parlare di istituzione della tassa di soggiorno ci pare davvero fuori luogo. Si tratterebbe di un ulteriore elemento che contribuirebbe ad aggravare una situazione giร al limite del sopportabile. Delle due lโuna: o la tassa verrebbe fatta pagare al turista, facendo lievitare ulteriormente il costo del soggiorno e dunque rendendo lโElba ancora piรน inaccessibile; oppure le singole strutture ricettive (giร oberate dal pagamento di tasse e balzelli vari, a fronte di guadagni sempre minori) si accollerebbero il relativo costo tagliando le quote di profitti da destinare al miglioramento qualitativo e allโattivitร promozionale. In un modo o nellโaltro lโElba diventerebbe meno competitiva.
Insieme alle altre associazioni di categoria โcome del resto ha fatto anche lโAncim- siamo giร intervenuti per affermare che, se proprio una tassa deve essere istituita, potremmo caso mai accettare una tassa di sbarco, che colpisca tutti indistintamente, non solo gli ospiti delle strutture โufficialiโ (alberghi, campeggi, residence, ecc.), ma anche quelli del cosiddetto โsommersoโ.
E, in tal caso, sarebbe anche opportuno che le somme cosรฌ raccolte confluissero in un fondo da destinare esclusivamente alla promozione dellโisola.
Vogliamo sperare che il buon senso finisca col prevalere e che i Comuni trovino un accordo che ci consenta, anche nei prossimi anni, di promuovere lโElba come zona Tax Free.
Faita Toscana
sede dellโElba
