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Soldi ai partiti da Soldi ai partiti pubblicato il 27 Novembre 2011 alle 22:36
Il finanziamento pubblico รจ illegittimo se si considera ancora la volontร  popolare come base di una democrazia. E' giร  stato abolito nelI'aprile 1993 con il 90,3% di voti favorevoli. Pochi mesi dopo, nel dicembre del 1993, i partiti, per continuare a vivere alle spalle dei cittadini, estesero una legge esistente sui rimborsi elettorali con 47 milioni di euro dati sia nelle politiche del 1994 che del 1996. I partiti, non soddisfatti, provarono ad aumentare il tetto della rapina elettorale con l'introduzione del 4 per mille ai partiti. Il tentativo ovviamente fallรฌ. Chi darebbe i suoi soldi a Mastella, a Casini o a Veltroni con il suo 740? L'astinenza da euro costrinse i partiti a una legge ad hoc per togliere di mezzo il referendum. I rimborsi, pur cospicui, non bastavano piรน. Nel 1999 fu reintrodotto senza pudore il finanziamento pubblico per le elezioni politiche, europee e regionali in modiche rate annuali. 193.713.000 euro per ogni legislatura completa per Camera e Senato (i ratei erano interrotti per fine anticipata della legislatura). L'appetito vien mangiando e nel 2002 lโ€™ammontare da erogare, per Camera e Senato viene elevato, senza chiedere alcun permesso ai cittadini contribuenti, da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro. Nel 2006, sempre piรน bulimici, i partiti decidono di darsi il rimborso per i cinque anni di legislatura anche in caso di scioglimento delle Camere. Dalla crisi del governo Prodi del 2008, i partiti percepiscono quindi il doppio dei finanziamenti. Li paghiamo il doppio perchรฉ non sono riusciti a portare a termine una legislatura. Meglio di Ali Babร  e i 40 ladroni, di Arsenio Lupin e della Banda Bassotti e dei socialisti messi insieme. FRA QUALCHE GIORNO TIRIAMO LE SOMME DI TUTTI QUESTI SPRECHI E CERCHIAMO DI CAPIRE DA DOVE DEVONO INIZIARE LE MANOVRE ECONOMICHE E SE SERVONO ESPERTI TECNICI PER VEDERE COSA BLOCCA O DISTRUGGE LA NOSTRA ECONOMIA, CHI PRODUCE E CHI SPRECA......
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