GENS INSOLENS VERSUS POPOLUS INSULAE
(da un antico documento dell'Elba dei Comuni)
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Si legge in un documento dall'archivio del XXI sec.
Gabriel Orsinus: "una battaglia di retroguardia che potrebbe anche costarvi cara", rivolgendosi ad Anna Bulgaresi e qualche "pucincus" come fanno solo i veri messeri.
Cosa intendeva il Signor Commissario Unico inviato dai dominatori fiorentini ad acquietare le genti dell'Elba? Sappiamo che Dama Bulgaresi era il Sindaco della storica Comunitas Marcianensis, ma chi erano questa gente che il Signore chiama qui โpopulus pucincusโ? Non ci risultano infatti dai documenti arrivati ai giorni nostri che esistesse nessuna comunitร con questo nome, si trattava probabilmente di un gruppo di nomadi, oppure di una congrega di ribelli sovversivi alla Signoria.
E poi sempre Orsinus: "il disastro nel Campese dimostra proprio la necessitร , anche per le emergenze, di un unico centro decisionale", invece, da altri documenti dell'epoca risulta che gli elbani, seppero organizzarsi come giร in tempi passati, senza bisogno di commissari marciarono compatti contro le avversitร , e il giorno stesso della storica alluvione di Campo si unirono in un comitato di cittadini occupandosi degli aiuti e dei volontari, mentre a Campo non furono imbanditi i tipici banchetti della Signoria per la schedatura della popolazione a cui veniva intimato l'alt e quasi obbligati a farsi riconoscere e ad apporre una firma; venivano persuasi facendogli credere che era loro libero arbitrio scegliere di rinunciare alla propria identitร comunitaria per โil sommo bene delle genti ilvaticheโ.
Nei giorni successivi al terribile diluvio da nessun documento ci risultano le presenze in loco dei messeri di Sua Signoria Altissima, destructori dell'Unione dei Comuni: Alexis, Fratines, Periae et Orsinus.
Cosรฌ ancora Orsinus nella stessa lettera alla Dama Bulgaresi, coi suoi toni alla Carlo Magno: "...come si vocifera in Regione...", appare ovvio che pur dicendosi ilvatico e dalla parte delle genti egli fosse assolutamente al corrente di cosa si tramava nelle stanze della Signoria, in factum fu un ordine dalla Signoria Fiorentina a far si che si promuovesse la LEX per la fusione dei comuni ilvatici. Indi, come riporta uno storico volgare dell'epoca, conchiuse lo discurso suo con un umore che nemmanco ne le vulgar comaedie: "i tempi son cambiati e non solo quelli metereologici", sic sta testa di carsum quod ironia de alluvio seco concessit โ commenta l'anonimo scribano.
Si trovava incisa su una lapide di granito resa illeggibile dal tempo:
Mille et mille volte dirรฒ:
Io sono il Signore, tuo Unico Sindaco
Non avrai altro Comune all'infuori del Mio ๐
