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PROGETTO S. GIOVANNI da PROGETTO S. GIOVANNI pubblicato il 27 Novembre 2011 alle 6:18
[SIZE=4][COLOR=darkblue]Da ESAOM CESA parte una clamorosa proposta, difficilmente rinunciabile, destinata a cambiare le dinamiche e i tempi di realizzazione del Fronte Mare di Portoferraio.[/COLOR] [/SIZE] A pochi giorni dall’adozione della Variante al Regolamento urbanistico per la Portualità – passata già dalla Commissione urbanistica, anche se non c’è ancora notizia della convocazione del Consiglio comunale – ne è protagonista Esaom Cesa, la società che gestisce i cantieri navali portoferraiesi ed interessata al progetto del Porto Cantieri. Esaom, attualmente 175 posti barca e 35 addetti in servizio, ha in progetto di arrivare a 600 posti barca ed almeno 300/350 posti di lavoro, ma soprattutto ha a cuore la velocità di realizzazione dei progetti e la sostenibilità ambientale ed economica degli stessi. “La nostra società – dice oggi una nota di Esaom – visto l’attuale contesto economico e sociale ed alla luce del celere avanzamento del Porto Turistico di Piombino , spinto dalla necessità e volontà di crear nuovi posti di lavoro, è preoccupata che la polemica manifestata dall’opinione pubblica locale (e riferita all’approdo di San Giovanni, ndr) possa ulteriormente dilatare i tempi della realizzazione dell’intero progetto portuale e quindi avere, di conseguenza, una pesante ricaduta economico – finanziaria e sociale sull’intera comunità ed anche sulla nostra azienda”. Ecco dunque la clamorosa proposta di Esaom: “Si potrebbe inserire – si legge nella nota – nella Variante al Regolamento Urbanistico e nel Piano Regolatore Portuale quale onere sociale per il soggetto che intende realizzare il Porto Cantieri la costruzione a proprie spese dei necessari posti barca a San Giovanni e concederli gratuitamente al Comune (o a un Ente/Fondazione appositamente costituito e regolamentato dal Comune) al fine di destinarli ad uso unico ed esclusivo delle imbarcazioni dei residenti di Portoferraio che attualmente non hanno un posizionamento stabile. La struttura – prosegue la nota – dovrà essere leggera, non impattante, adeguatamente inserita nel contesto paesaggistico-ambientale-naturalistico , destinata a circa 130 posti barca (che alla conservazione degli attuali 75 porterà ad un totale di oltre 200 posti barca) per piccole imbarcazioni di dimensioni fino ad 8 metri di lunghezza; la realizzazione a spese del soggetto attuatore dovrà essere necessariamente ricavata all’interno della sostenibilità dell’intero progetto di sviluppo portuale”.“Così facendo – aggiungono da Esaom – crediamo che si risolverebbero tutte le problematiche legate alla diversa destinazione , funzionalità, complementarietà e caratteristiche dei due porti (Porto Cantieri e San Giovanni) , il problema dei posti barca dei residenti, liberando soprattutto i posti barca all’interno della Darsena Medicea destinandoli alle imbarcazioni turistiche in transito, e ridurrebbe i problemi legati all’impatto ambientale, sociale e di riqualificazione della frazione di San Giovanni ed al contempo non si dilaterebbero i tempi per la realizzazione del Porto Cantieri e della riqualificazione del waterfront ed alla relativa creazione di posti di lavoro”. “Tutto questo – conclude Esaom – permetterebbe la realizzazione di un integrato e completo sistema portuale della baia di Portoferraio, la riqualificazione dell’intera area, la realizzazione di un distretto di qualità che permetterà un’importante e necessaria crescita dell’economia e la creazione di un elevato numero di posti di lavoro non solo stagionali”.
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