[SIZE=4][COLOR=darkred]MALATTIE ONCOLOGICHE ALL’ISOLA D’ELBA [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue]Conferenza organizzata dal Comitato M. Cavaliere in collaborazione col Lions Club Isola d’Elba. [/COLOR]
Il richiamo originato dall’argomento della conferenza sulle malattie oncologiche all’Elba è stato notevole; lo si poteva percepire dall’affluenza nella sala della Provincia di Portoferaio, nel pomeriggio di sabato 19 novembre, di operatori del settore, medici di base, ma anche comuni cittadini e giovani elbani. Non poteva d’altronde andare diversamente visto il livello dei relatori chiamati a trattare su di un tema così importante.
Dopo un breve saluto del presidente del Lions Club I. d’Elba, curatore della logistica dell’evento, Luciano Ricci e l’introduzione del responsabile del comitato organizzatore Elvio Cavaliere l’incontro è entrato nel vivo della questione con i vari interventi moderati dal Dr. Luigi Maroni.
“Non dobbiamo creare allarmismi” ha detto il Dr. Fabrizio Bianchi, dirigente e ricercatore del C.N.R. e primo relatore del meeting, “ma non dobbiamo neppure trascurare eventuali segnali o semplici sensazioni pervenute da medici o da comuni cittadini”. Secondo Bianchi, che ha proseguito illustrando un’analisi svolta su tutto il territorio italiano in relazione ai fattori di inquinamento che potrebbero avere un nesso di casualità con l’insorgenza di tumori, ai nostri giorni si sta meglio perché la vita è allungata, diminuisce la mortalità, ma nel contempo, nonostante la possibilità di valide terapie, aumentano le patologie.
Per quanto riguarda l’Elba il ricercatore ha evidenziato l’opportunità di procedere ad una raccolta dei dati registrati in ospedale, alla ASL e dai medici di base per poter eseguire una mappatura su tutta l’Isola tale da consentire l’individuazione di eventuali concentrazioni e, in tal caso, di determinarne la causa.
E’ stata quindi la volta del Dr. Santi Chillemi, ricercatore del C.N.R., che ha sottolineato la necessità, nella raccolta dei dati, di un rigoroso procedimento che preveda l’accordo fra i comuni e i vari enti ed amministrazioni interessati, senza il quale l’effetto potrebbe essere controproducente.
Il Dr. Filippo Rosselli, dell’Istituto Pasteur, ha aggiunto che, trattandosi di una ricerca su una comunità abbastanza concentrata dai limiti dell’insularità, potrebbe dimostrarsi utile un’indagine intesa a rilevare potenziali problemi di genetica fra la popolazione.
Il Dr. Luigi Coltelli, oncologo dell’ospedale elbano, ha quindi richiamato l’attenzione sull’incidenza nel nostro territorio del tumore mammario nell’uomo. Secondo Coltelli non siamo affatto a livelli allarmistici, ma, concordando con i precedenti interventi, ha confermato l’utilità di un approfondimento statistico su queste patologie.
Per ultimo ha preso la parola il Dr. Luigi Genghi della ASL 6 che, in seguito ad una domanda rivolta dalla platea sulla presenza di arsenico, ritenuto fattore scatenante certo di tumori, nell’acqua degli acquedotti elbani, ha tenuto a rassicurare che percentuali di tale elemento sono entro i limiti di legge e, quando dai controlli routinari emergono rari casi di anomalia, vengono immediatamente emesse ordinanze di non potabilità che, per altro, sinora sono sempre rientrate in breve tempo.
Sono seguite numerose domande da parte del pubblico presente in sala, alle quali i relatori hanno risposto ciascuno secondo il proprio campo di competenza.
L’incontro si è concluso col ringraziamento del presidente Luciano Ricci a tutti gli intervenuti ed in particolare ai relatori che hanno saputo parlare al pubblico con linguaggio comprensibile ed accessibile a tutti.
