Mar. Apr 21st, 2026

Homepage

Lascia un messaggio

 
 
 
 
 
 
I campi con * sono obbligatori.
Il tuo messaggio sarร  online dopo l'approvazione della Redazione di Camminando.
Ci riserviamo il diritto di cancellare o non pubblicare il tuo messaggio.
Paola da Paola pubblicato il 14 Novembre 2011 alle 17:25
Maria Luisa Barile. Non la conoscevo, non ho neanche presente che faccia avesse, ma poteva essere chiunque, potevo essere io, poteva essere un mio caro, potevi essere tu che stai leggendo. La mattina ero al lavoro, verso le sette e mezza mi squilla il cellulare, leggo il nome di mia Madre, non รจ una cosa usuale che mi chiami cosรฌ presto, cosรฌ mi allarmo subito e chiedo al mio capo il permesso di rispondere al cellulare... "Qui siamo allagati, รจ un disastro, l'acqua per la nostra strada รจ arrivata fin sopra il tettuccio della macchina" Dapprima penso di aver capito male, poi sento la sua voce incrinarsi man mano che va avanti nel racconto di quella che diventerร  una mattina di tragedie. Stefania, il mio capo ma anche e soprattutto una mia amica, capisce che sta succedendo qualcosa di grave, le spiego, le racconto per quel che so cosa sta accadendo sulla mia Isola, nel mio paese... mi dice che se voglio posso partire anche subito; piรน tardi scopro che non รจ possibile per me farlo, le strade per raggiungere Marina di Campo in quel momento non esistono piรน e non c'รจ modo di raggiungere la mia famiglia. Rasserenata dal fatto che stanno tutti bene (casa mia รจ al primo piano) continuo a lavorare rabbuiata dal pensiero di quello che sta succedendo, ignorante su quale sia la reale situazione, preoccupata per gli amici e i compaesani. I risparmi della mia famiglia, i sacrifici dei miei Genitori erano nell'attivitร  di mio Padre e il fango se l'รจ inghiottita in un quarto d'ora. Via la macchina, gli scooter, il magazzino, l'appartamento al primo piano, i macchinari e le attrezzature di mio Padre, il furgone con cui vendeva il pesce come ambulante. Man mano che passano le ore le notizie si fanno piรน tristi, piรน preoccupanti, fino alla tragica notizia di un decesso e 5 feriti gravi. Le domande si sprecano, nella mia testa come su facebook, sui blog e sulle testate di google news, il fattore comune in tutte รจ "PERCHE'? COME E' POTUTO ACCADERE?". Non ci sono risposte e non ci saranno, non illudiamoci di essere migliori o piรน fortunati di altre zone che hanno subito anche di recente una sorte simile o peggiore. Penso ovviamente a Genova o Matera, ma mi vengono in mente anche la Firenze del 1966 o la Messina di inizio secolo, il Piemonte di quando ero piccola o la Sarno del 1998... e quanti altri posti ancora? Si puรฒ stare ore a fare demagogia e politica di ogni fazione avendo la presunzione di "sapere" di chi sia la colpa, fatto sta che ci sono vittime in ogni senso, chi ha perso poco, chi molto, chi tutto, chi addirittura la vita. E poteva essere davvero chiunque. E nessuno potrร  piรน "rimediare" tantomeno tornare indietro. Non consola il fatto che la Sig.ra Barile fosse anziana o malata o che avesse bisogno del deambulatore, non consola che, mi auguro per lei, avesse vissuto 81 anni di Vita con la V maiuscola; di certo non consola i suoi cari, non consola le persone che la hanno conosciuta, che hanno condiviso con lei la propria strada, che potesse vivere un'altra ora o un'altro ventennio non ci รจ dato di saperlo, quello che sappiamo รจ che era un suo diritto avere la possibilitร  di viverla quella Vita. Non c'รจ stato per lei un eroico Davide Calisi a salvarle la vita, non c'รจ stata per lei la possibilitร  di salutare le persone che ha amato e che l'hanno accompagnata oggi nell'ultimo suo viaggio. Non sono piรน una buona cattolica da tanto tempo, se mai lo sono stata, non so piรน fidarmi di un dio, con qualunque nome tu voglia chiamarlo, non sono capace di non credere piรน, la fede per fortuna o purtroppo รจ qualcosa che non puoi scegliere di avere, o ce l'hai o non ce l'hai, io ce l'ho... ancora, nonostante tutto... la fiducia l'ho persa tanto tempo fa, la voglia e la forza di capire e giustificare anche. "Non ci รจ dato di capire" penserai se sei un religioso credente e praticante, qualunque sia la tua professione di fede. Io non ci credo piรน. Non lo voglio piรน. Non รจ giusto... Sono una "donnetta" forse, ma ho sempre avuto la lacrima facile, a volte mi fanno piangere anche i telegiornali, forse per questo non ho piรน neanche l'antenna sul tetto di casa. Perรฒ c'รจ un MA, grosso come una casa, perchรจ c'รจ sempre un ma e il mio "MA" sono gli Elbani, quegli elbani che si sono subito mobilitati, anche dagli altri comuni, per aiutare Marina di Campo. Mi dovrei vergognare a scriverlo, ma non ci avrei mai creduto, non ci avrei scommesso una lira sulla solidarietร  elbana e me ne scuso, perchรจ il 90% del grosso lo avete fatto voi, dalla mattina alla sera a spalare fango, a portare via le cose distrutte dalla furia dell'alluvione, sempre col sorriso sulle labbra, sempre disponibili, sempre in cerca di un posto dove poter rendersi utili. Mi avete fatto sentire piccola piccola, mi avete fatto sentire stupida e presuntuosa per non aver creduto in voi, di nuovo, vi chiedo scusa e vi ringrazio, perchรจ c'รจ ancora tanto da fare, ma se non fosse stato per voi, per tutti voi, campesi, vaporini, portoferraiesi, marcianesi, marinesi, capoliveresi, riesi, piaggesi, in poche parole ELBANI, saremmo sicuramente messi molto peggio di come ancora siamo. Siete tutti piccoli grandi eroi ai miei occhi, siete la dimostrazione che non รจ vero che i giovani d'oggi sono "persi", che sono egoisti e superficiali, siete la dimostrazione che la gente puรฒ fare schifo, ma le persone sanno essere meravigliose. La famiglia Ippolito e i loro collaboratori sono stato menzionati giร  centinaia di volte da tutti, ma come posso non farlo anche io? Quando sono stati i primi a prodigarsi per gli altri senza pensarci un attimo? Grazie Andrea, grazie a tutti! Mi sembra impossibile, guardare i servizi televisivi, le foto, i video amatoriali e scoppiare a piangere ogni volta, dallo sgomento, dalla rabbia, dal senso di impotenza e frustrazione. Siamo stati piegati, ma non ci spezzeremo, perchรจ mi avete insegnato che negli Elbani ci si puรฒ credere, ci si deve credere, perchรจ la nostra forza รจ tanta ed รจ data dall'unione al di la di tutto se lo vogliamo, se la sentiamo quest'unione, abbiamo le capacitร  per superare questa catastrofe. Ora posso dire che IO CI CREDO. Io credo nell'Elba, io credo che piano piano riusciremo a rimetterci in piedi, io credo che riusciremo a farci ascoltare da chi un aiuto ce lo deve, io credo che sapremo essere persone migliori, forse ho cominciato a credere nelle favole e una volta finita l'emergenza tutto tornerร  come prima, fino alla prossima tragedia, ma ora, in questo momento, nel mio cuore, IO CREDO IN NOI! Non deludiamoci... E tu che mi stai leggendo, se sei arrivato fino a qui, forse un pochino ti ho coinvolto o forse, purtroppo, eri giร  coinvolto di tuo perchรจ vittima a tua volta, in ogni caso, non dimenticare. Non dimenticare un angolo che si chiama Marina di Campo nel Paradiso che si chiama Isola d'Elba, solo questo ti chiedo, non dimenticare.
Attendi...