Caro Ivano, ti ringrazio per il tuo apprezzamento e provo a rispondere alle tue riflessioni, dicendoti che la convivenza solidale e pacifica tra le genti della terra รจ sempre stato il sogno dei piรน ispirati utopisti degli ultimi tre secoli. Ma, ahimรจ, quando questi sono passati dalla penna ai fatti, nella migliore delle ipotesi hanno sottratto energie al concreto raggiungimento di obiettivi realizzabili; nella peggiore, hanno creato mostri. Ora, non voglio negare valore agli idealisti in buona fede, perchรฉ senza utopie la vita sarebbe piรน difficile e il progresso rallenterebbe; nรฉ intendo riproporti lโApologo di Menenio Agrippa riveduto e corretto. Desidero solo ricordarti che tra lโuna e lโaltra opzione, cโรจ unโ utopia โa portata di manoโ, come scrisse Antonio Giolitti nel suo โUn Socialismo Possibileโ, scritto nel โ67 quando giร allโorizzonte si affacciavano i primi bagliori della Contestazione giovanile. Credo che la via indicata da Giolitti in quel โmanifestoโ del riformismo italiano, sia lโartefice dei traguardi di benessere e di democrazia raggiunti dal popolo e non giร (o non solo) le scoperte scientifiche che tu indichi come la sola causa del progresso economico e sociale.
