La lettera - Egregio Sig. presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sono un amministratore comunale di un piccolo paese allโimbocco della Valle di Susa in Piemonte e le scrivo in merito alle sue dichiarazioni che ho avuto modo di leggere in merito alla disastrosa alluvione che ha colpito il levante ligure e la lunigiana. Lei attribuisce i morti ai cambiamenti climatici. Purtroppo non sono dโaccordo con Lei. Il responsabile di quella tragedia sono io: amministratore, cittadino italiano nonchรจ elettore. Sono io amministratore quando sono costretto ad ampliare le aree edificabili e quindi a cementificare il territorio che non รจ piรน in grado di assorbire lโacqua piovana che cosรฌ 'scivola' altrove, per poter incassare oneri di urbanizzazione e quindi mantenere sano il bilancio del Comune. Quando non so urlare abbastanza la mia rabbia per i soldi che mancano per le piccole cose: mantenere puliti i canali, i torrenti di montagna, mettere in sicurezza gli argini, monitorare le frane ma che miracolosamente piovono dal cielo per le grandi, grandissime opere. Quando imploro lโaiuto dei volontari della protezione civile che sostituiscono le gravi lacune delle Istituzioni pubbliche anzichรฉ pretendere con ancora maggior forza (se mai fosse possibile) i fondi necessari. Quando i fondi me li procuro, ma con gli oneri di urbanizzazione creando cosรฌ un circolo viziato senza fine. Sono io cittadino italiano quando per pigrizia, disinformazione, troppa fiducia nei miei rappresentanti evito la partecipazione diretta, la cittadinanza attiva e lascio che presunte โscelte strategicheโ quali TAV, ponte sullo stretto, rigassificatori, inceneritori sottraggano denaro alla manutenzione del territorio, delle sponde dei fiumi, alla messa in sicurezza delle scuole, alle energie alternative, tutte cose che creerebbero moltissimi posti di lavoro immediati e diffusi su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto controllabili dagli enti locali e non fagocitati dalle scatole cinesi del General contractor o peggio dalla criminalitร organizzata. Quando non faccio sentire la mia voce, quando resto a casa perchรฉ macinare km in un corteo รจ faticoso, rischioso o peggio sconsigliato a parteciparvi dagli stessi politici (se non sono stati loro a organizzarlo e promuoverlo!) o peggio ancora perchรฉ minacciato di essere โradiatoโ dal mio partito di riferimento se vi partecipo. Sono io elettore, il responsabile, quando non vigilo sullโoperato degli eletti, non li stimolo, controllo, quando dopo aver espresso il mio voto delego ad altri in toto e mi allontano per 5 anni (o quanto dura la legislatura) dalla cosa pubblica, dalla vita associativa, dal volontariato. Quando mi lascio: abbindolare dai media e fatico a farmi una mia opinione, terrorizzare dal voto utile (per non lasciare il paese in mano alle destre dicono gli uni o alle sinistre dicono gli altri), ingannare dagli apparentamenti di coloro che parenti stretti non potranno mai esserlo. Quando non mi accorgo che miliardi di euro vengono impegnati e promessi nei programmi elettorali per lโacquisto di aerei da combattimento (ma lโItalia non ripudia la guerra?) o per un inutile buco in valle di Susa mentre una dopo lโ altra le regioni italiane si sgretolano sotto frane, alluvioni, terremoti (non sempre cosรฌ intensi rispetto ai danni arrecati anche agli edifici pubblici che dovrebbero essere i piรน sicuri). In una democrazia 'imperfetta' quale la nostra, la responsabilitร รจ sempre mia, cioรจ di tutti i cittadini che liberamente e senza condizionamenti dovrebbero scegliere il meglio. Secondo me i cambiamenti climatici, purtroppo, non cโentrano o cโentrano poco. Non so se questa lettera giungerร a destinazione, sicuramente arriverร nelle mani di chi la giudicherร inopportuna, infarcita di demagogia e populismo sostenendo che il Presidente della Repubblica ha sempre ragione. Io posso solo immaginare i motivi profondi della sua dichiarazione in cui cita i cambiamenti climatici come responsabili della disastrosa ultima alluvione. In questo caso รจ da ringraziare, per la sua prudenza e grande senso di responsabilitร . La saluto cordialmente
