Classifica di Transparency sulla corruzione aziendale, Italia la peggiore dโEuropa
Studio dell'organizzazione internazionale sulla propensione delle imprese a pagare mazzette. Tra le 28 principali economie del mondo, il nostro paese si colloca al livello di Malesia e Hong Kong.
"Norme piรน severe nel pacchetto anticrisi"
Nella classifica dei paesi piรน corruttori, cioรจ quelli dove le aziende sono piรน disponibili a pagare mazzette, lโItalia sta al quindicesimo posto. Vale a dire, la peggiore dโEuropa, e con lo stesso punteggio di Hong Kong, Malesia e Sudafrica. Eโ il risultato della ricerca sulla โpredisposizione alla corruzioneโ, cioรจ il โBribe Payers Indexโ, pubblicato da Transparency International, una delle piรน autorevoli organizzazioni internazionali impegnate sul tema
Transparency ha preso in considerazione le 28 economie piรน importanti del mondo e ha chiesto a oltre tremila manager internazionali il loro giudizio sul comportamento delle imprese di ciascun paese quando fanno affari allโestero, proprio sul fronte della disponibilitร a corrompere. I paesi peggiori sono risultati nellโordine Russia, Cina e Messico. Meglio dellโItalia fanno tutti i paesi europei considerati (Svizzera e Olanda a pari merito i piรน virtuosi), Stati Uniti, Canada, Giappone, ma anche Brasile e Corea del Sud. A livello globale, secondo Transparency, il settore piรน โsporcoโ รจ quello degli appalti e delle costruzioni, seguito dai servizi pubblici, poi lโimmobiliare e il petrolio-gas. (Qui il rapporto integrale e le classifiche, in inglese).
I soldi della corruzione possono essere recuperati per fronteggiare la crisi economica. Ne รจ convinta Maria Teresa Brassiolo, presidente di Transparency Italia, che a commento dei dati rivolge un appello a Silvio Berlusconi: โIl presidente del consiglio ha detto โNon ci sono piรน soldi, ci inventeremo qualcosaโ. Ecco, presidente, inserisca nel Decreto sviluppo la lotta alla corruzione in modo efficace e troverร i soldi che mancanoโ. La corruzione, vera o percepita, influisce infatti โfino al 30% sul rating paese e sugli investimenti esteri, costituendo un impedimento alla crescita e allo sviluppo dellโeconomia e del lavoroโ. La lotta alla corruzione, invece, โfa diminuire i costi pubblici e quindi il debito e lascia risorse allโeconomia virtuosa che investe e crea lavoro certo e dignitoso. Qualsiasi progetto di sviluppo non puรฒ non mettere al primo posto il contrasto alla corruzioneโ.
In parlamento, ricorda ancora il presidente di Transaparency, giace da tempo il disegno di legge anticorruzione โapprovato al Senato e ora scivolato in qualche cassetto della Camera dei Deputatiโ. Dove potrebbero essere introdotte misure piรน incisive, come โspeciali codici di condotta per i membri del Parlamento e del Governo e protezioni efficaci per coloro che segnalano malversazioniโ.
