[URL]http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/427580/[/URL]
Le misure di austeritร hanno provocato dure proteste di piazza ma la grande maggioranza dei greci e' contraria ad una uscita dall'euro. Il referendum quindi non sarร sull'accordo europeo ma sulla permanenza o meno della Grecia nella moneta europea.
Papandreu riacquista libertร di movimento sullo scenario politico interno e internazionale. Ai greci potrร prospettare che bocciare l'intesa sarebbe un disastro non rimediabile. Senza dubbio bocciare il nuovo piano di salvataggio significa che il default ordinato del debito greco con una svalutazione del 50% su base volontaria lascerร il posto a un default dal costo ben superiore e non concordato. La questione non e' il salvataggio o meno della Grecia ma la sopravvivenza stessa dell'area euro.
[URL]http://veritasenzavoce.blogspot.com/2011/07/lislanda-dichiara-indipendenza-dalle.html[/URL]
giovedรฌ 7 luglio 2011
L'Islanda dichiara indipendenza dalle Banche Internazionali
Il 9 aprile, il popolo d'Islanda, incrollabilmente indipendente, ha sconfitto un referendum che avrebbe finanziato la Gran Bretagna e l'Olanda che avevano coperto i depositi degli investitori olandesi e inglesi che avevano perso fondi nella banca Icesave nel 2008.
Al tempo del fallimento della banca, l'Islanda si rifiutรฒ di coprire le perdite. Ma nonostante questo la Gran Bretagna e l'Olanda avevano richiesto che l'Islanda le ripagasse per il prestito come condizione per essere ammesse nell'UE.
In risposta, le genti d'Islanda hanno detto all'UE di andare a quel paese. Il voto finale รจ stato del 58.9 percento contro il 39.7 percento. โI contribuenti non dovrebbero essere responsabili di pagare i debiti di una istituzione privata" ha detto Sigriur Andersen, il portavoce del gruppo di consulenza che si รจ opposto al bailout (finanziamento a copertura).
In un simile referendum nel 2009 sullo stesso tema, sebbene in termini piรน severi, il 93,2 percento dell'elettorato si rifiutรฒ di garantire i depositici di investitori stranieri che avevano fondi nella banca islandese.
(...) Quella opposizione al finanziamento-risarcimento portรฒ alla decisione dell'Islanda di consentire alla banca di fallire nel 2008. I contribuenti non potevano permetterselo. Come fatto notare da Bloomberg News, al tempo in cui la crisi colpi nel 2008, โle banche avevano debiti pari a 10 volte il PIL della Islanda, di 12 miliardi di dollari.โ
