A differenza di molti ho sempre pensato alla mia isola come ad un "pezzetto" d' Italia.
Ogni decisione presa da Roma cade inevitabilmente sulle nostre teste. Cosรฌ mi dovrรฒ abituare all'idea di andare in pensione a 67 anni ed i miei figli,nel caso troveranno un lavoro di loro piacimento,potranno essere licenziati facilmente nel nome del cosidetto decreto sviluppo. Nessuno qui ne accenna, sembra una cosa normale come se non riguardasse la vita di tutti noi.Dovremo sacrificarci per risollevare le sorti di del nostro Paese perchรจ l'Europa ci ha chiesto piรน rigore ed allora cominciamo dai piรน bischeri.
Altra similitudine รจ l'attaccamento alle poltrone nel nome dell'interesse generale. Anche in Parlamento dicono lo stesso. Ho giร esternato il mio pensiero ed i miei dubbi sul Comune unico, pensieri da comune cittadino che niente hanno a vedere con la politica. Non penso che nei piccoli comuni ci sia "mafietta" come scritto da un camminatore, ma un sistema che si regge su amicizie e clientele finalizzato al mantenimento del potere. Avviene qui in piccolo quello che altrove ha ben altre dimensioni. Chi mi dice che con il Comune unico non avverrร altrettanto ? In un piccolo centro anche la persona piรน umile ha la sua importanza, dopo se non sei "qualcuno" chi ti considererร ?
Comunque le vicende che hanno riguardato l'Isola quest'ultimo anno ( trasporti, sanitร ,rifiuti...) ci insegnano che cosรฌ le cose non possono continuare.
Forse ci vorrebbe una sempilificazione ed una bella rottamazione come invocato da qualcuno a Firenze,amministratori con la vocazione del "bene comune" disposti a mollare la seggiola in mancanza di risultati...................ma qui siamo in Italia e questa รจ utopia.
Non voglio fare il moralista e le mie sono semplici considerazioni. Infondo sono Italiano anch'io.............
Bacco
