Capisco che discutere in astratto di cosa voglia fare un'amminiztrazione comunale in fase pre elettorale sia un buon terreno di confronto... poi perรฒ capita di vedere a elezioni vinte qualcosa di concreto che non ti aspetteresti mai... intenzioni e azioni a senso unico sul taglio dei pini, non di alcuni, ma di tutti i pini di Marina di Campo, persino quelli sul Lungomare da sostituire con Tamerici! Come si evince dalla relazione del Gen.Landi. Il lungomare oggi verdissimo, ombreggiato, che incornicia la parte iniziale della spiaggia diventerร come la parte spelacchiata del lungomare compreso tra il Capriccio e l'Hotel Montecristo.
Ora cambiare il volto a un paese e tagliare 100/120 pini perchรจ gli alberi sporcano, cadono gli aghi, la resina ecc... รจ davvero una cosa, per voi da niente, per altri un po' meno.
Il fatto che cittร come Firenze, Roma e Napoli siano immerse nel verde dei pini continua a non sfiorare minimamente la sensibilitร di molti cittadini e sicuramente di tutti gli amministratori attuali e passati di Campo, oggi uniti, saldati e compatti su questo obbiettivo del piano "tabula rasa pino".
Allego una foto della stazione di Firenze, la piazza รจ stata ristrutturata poco tempo fa, c'รจ anche un pino un po' storto, come alcune piante di Marina di Campo, nessuno si รจ sognato di togliere o sostituire con tamerici quei pini maestosi ultracinquantenari, probabilmente quasi secolari.
In pieno centro a Firenze, una delle mete turistiche piรน visitate al mondo, una cittร d'arte invidiataci da tutto il mondo, esiste un viale alberato di pini marittimi!!!
Aggiungo ancora una volta che il pino marittimo (autoctono o non autoctono cosa importa, il pino รจ bello) รจ davvero la pianta icona delle coste e delle localitร turistiche tirreniche, dalla Toscana alla Campania. Non mancano estese pinete o viali alberati con pini anche su larga parte della costa adriatica.
Non mi richiamo a fattori tecnici o botanici ecc... faccio appello all'estetica; in cittร monumentali e storiche hanno salvaguardato il verde pubblico come patrimonio architettonico facente parte integrante di un tessuto urbano ben piรน pregiato di quello campese.
Paolo
