Noi, l’incidente e il Reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Portoferraio.
Ulteriori ringraziamenti, qualche domanda, una notizia, un proposito, alcuni saluti.
Con una prima lettera a TENEWS e CAMMINANDO ringraziavo la Pubblica Assistenza di Porto Azzurro, il Dottor Gentini e gli Operatori tutti del Reparto di Ortopedia (e Chirurgia!!!) per la professionalità, il garbo e l’umanità dimostrate nel soccorrerci, curare mia moglie Maria Grazia e sostenerci psicologicamente.
In seguito, nel corso dei lunghissimi undici giorni successivi all’incidente, abbiamo avuto anche contatti con altre strutture e persone sia dell’Ospedale sia esterne.
A memoria cito: il reparto di Radiologia e il suo Dirigente Dottor Nenci, i volontari che tutti i giorni hanno da mangiare a quanti fossero impediti, le varie sezioni amministrative dell’Ospedale, le Signore addette alle pulizie delle corsie, l’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico nella persona di Federica Mazzei, una infermiera di Psichiatria e Guido Olmetti della Misericordia di Portoferraio che ci hanno portati all’Ospedale di Livorno per una visita. Con tutte queste occasioni di incontro ho confermato e rafforzato la prima impressione: ottimi livelli di professionalità, impegno sul lavoro, orientamento nei confronti dell’Utenza, voglia di fare e di risolvere i problemi sono una caratteristica assai diffusa presso l’Ospedale e le varie entità di volontariato e di assistenza.
Si potrebbe anche dire: “Ma così lavorano gli Elbani!” E chi lo nega? Però aggiungerò anche che lo stesso approccio e le stesse caratteristiche erano parimenti presenti nel Personale campano o milanese o rumeno (e mi scuso per i possibili errori di attribuzione e le inevitabili omissioni circa qualche area di provenienza).
In definitiva quindi sono portato a pensare che tali punti di eccellenza siano dovuti o al clima (quello meteorologico) dell’Elba o, molto più ragionevolmente, al clima (quello organizzativo) creato nelle varie strutture della Sanità Elbana e quindi Toscana dai singoli Dirigenti.
O forse le ragioni sono da ricercare altrove. Tant’è, ma per l’utente è il risultato ciò che conta!
Tutto ciò detto, mia moglie Maria Grazia ed io desideriamo con questa seconda lettera estendere il nostro grazie a quanti non erano stati ancora citati nella mia prima, il che deriva dal semplice fatto che non avevamo con loro ancora avuto rapporti.
Il nostro grazie vada alle singole persone e vada alle Strutture e ai Responsabili delle stesse.
E ora qualche domanda.
Perché si è ridotta e mortificata una entità in cui operano donne e uomini capaci di simili livelli di eccellenza? Perché si vuole chiudere o ridimensionare l’Ospedale di Portoferraio quando chi vi opera è capace, non solo di curare malgrado tutto, ma anche di sostenere psicologicamente e con non comuni doti di umanità chi affronta il difficile percorso della malattia?
Mi è stato detto che sino a pochi anni fa dell’Ospedale gli Elbani erano contenti. Cosa da allora è accaduto? Perché si vuole causare un danno a una struttura tanto delicata e importante? Perché non ci si sofferma sul fatto che nella stagione estiva l’Elba ha il doppio delle presenze di Livorno, ma un ospedale infinitamente più piccolo?
Sappiamo tutti che le risorse economiche sono scarse e che bisogna operare delle scelte. E’ compito della Politica effettuare le scelte giuste; e nello scegliere bene si consideri anche il fatto che non mi sembra che all’Elba esista, come altrove, la possibilità di scegliere fra strutture pubbliche e strutture private. E si valuti bene il concetto che non è solo uno slogan la frase: “Senza l’Ospedale non si vive”.
Spero che qualcuno desideri dare una risposta alla mia domanda; sarei contento di capire, penso di non essere solo nell’attesa.
La notizia adesso.
Ieri Daniel e suo Papà con una ambulanza della Pubblica Assistenza di Porto Azzurro ci hanno riportato a Roma alla Clinica Quisisana.
Stamattina il Professor Pier Vittorio Nardi ha operato Maria Grazia. Maria Grazia si è svegliata dall’anestesia e ha mosso le gambe. L’incubo è finito, da oggi inizia la lunga ripresa.
Il proposito infine.
Sarà mia cura dedicare una parte del mio tempo a favore dell’Ospedale di Portoferraio: sull’argomento vorrei farmi leggere ancora.
Alcuni saluti
A proposito di Federica dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico vorrei dire due parole: con il Suo sorriso gentile, la disponibilità e la cortesia Lei signorina ha saputo ben trasmettere lo spirito che impronta l’Ospedale di Portoferraio. A Lei auguro fortuna nella vita e successo nel lavoro. Se lo merita.
Un abbraccio speciale al dott. Riccardo Nenci: ci ha dato un aiuto importantissimo.
Maria Grazia mi incarica di salutare tutti, iniziando dalle vicine di letto.
Arrivederci
paolo faggioni
