Ribadiamo: abbiamo presentato la legge di iniziativa popolare per lโacqua pubblica in Toscana, inascoltata; abbiamo presentato una legge di iniziativa popolare a livello nazionale, inascoltata; siamo stati costretti ad utilizzare il referendum, purtroppo solo abrogativo in Italia.
La partecipazione al voto dimostra in modo inequivocabile che gli italiani non credono piรน alla favola che โil privato รจ piรน efficiente e investeโ, e lโhanno detto nellโunico modo consentito: il voto.
Il compito dei politici รจ quello di rispettare il voto e porsi il problema come ripubblicizzare ASA, non quello di sancire lโinviolabilitร di una privatizzazione.
Sembra incredibile, ma i cittadini dovranno fare qualcosa in piรน che semplicemente andare a votare per il referendum, per poter cambiare questo paese.
Il governo si comporta come se nulla fosse accaduto sul โlegittimo impedimentoโ e a livello locale le varie societร che gestiscono lโacqua in Toscana sembra che rimarranno intatte alla tornata referendaria.
Su uno dei referendum sullโacqua, Il PD si รจ convertito al sรฌ solo nelle ultime settimane, mentre alcuni politici di rilievo, hanno sostenuto il no fino da ultimo, sostenendo il modello toscano delle privatizzazioni e invece il quesito del profitto al privato รจ stato quello che ha avuto piรน voti.
Si rispetti il mandato ricevuto dal referendum: FUORI I PROFITTI DALLA GESTIONE DELLโACQUA, FUORI I PRIVATI DALLA GESTIONE DELLโACQUA, e siccome non abitiamo su marte, FUORI I PRIVATI DALLA GESTIONE DI ASA.
Inoltre il voto esprime una enorme voglia di PARTECIPAZIONE DAL BASSO, uno degli slogan รจ: โSI SCRIVE ACQUA, MA SI LEGGE DEMOCRAZIAโ.
I quesiti referendari e la vittoria dei SI restituiscono ai sindaci e alle amministrazioni comunali i comandi di una nuova politica e la possibilitร di disporre di strumenti per favorire il controllo dal basso di beni e risorse da acquisire alla sfera dei beni comuni, ridisegnando i servizi in forma mirata e territoriale, attraverso il coinvolgimento diretto degli utenti, dei lavoratori, dei livelli piรน decentrati del governo locale. Una forma di โbilancio partecipatoโ che investe non solo lโacqua ma tutti i servizi pubblici locali: il trasporto pubblico, la gestione dei rifiuti e lโenergia.
Gli stessi partiti dellโarea di governo, pur ribadendo la propria contrarietร nel merito rispetto ai quesiti referendari, affermano che la volontร popolare รจ chiaramente espressa e che ne dovranno tenere conto.
Non รจ accettabile da parte di nessuno, nemmeno, ad esempio da parte di Fabio Baldassarri, quale che sia il proprio ruolo nelle istituzioni, aziende o enti, cercare di ignorare il mandato popolare, di eluderne il senso, di aggrapparsi ad interpretazioni capziose e cavillose per fare in modo che niente cambi. Pena il relegare il sistema dei partiti su una sorta di mondo parallelo, producendo ulteriori strappi e rigetto da parte di una popolazione che รจ tornata a rivendica il proprio ruolo di indirizzo e partecipazione.
La comprensibile ritrosia e lโancorarsi alle proprie opinioni in modo coerente, lร dove divenga elemento ostativo allโadempiere al mandato popolare, puรฒ essere risolto solo e soltanto rassegnando le proprie dimissioni.
