Devo premettere che fino a poco tempo fa l'idea di poter creare un Comune Unico mi ha piรน volte coinvolto. Le fallimentari esperienze della Comunitร Montana prima e della Unione dei Comuni poi, lasciavano un vuoto costituzionale ed organizzativo verso quella politica comprensoriale che da sempre ha posto seri limiti progettuali e programmatici alla nostra isola ed economia. Anche la divisione politica dei Comuni elbani ed al seguito amministrativa vedeva mai sul tavolo il famoso "progetto elba" teso a creare sinergia fra le singole scelte comunali. Cosรฌ c'รจ voluto il presidente di una associazione economica per dare impulso e gambe ad una forma di consultazione popolare, tale referendum, a cui pervenire con la raccolta delle firme. E qui hanno avuto inizio i miei primi dubbi e verifiche, vedendo posto a capo di tale movimenti una persona di assoluto rispetto ma estranea a quella figura carismatica di riferimento e garanzia che avrei e forse avremmo gradito. Come la deriva politica, il linguaggio non certo rispettoso e consono verso coloro giustamente in diritto di dissentire o solo manifestare dubbi, la richiesta di avvallo da parte dei solisti pifferai magici sempre esterni, il tuffo dei cagnotto locali politicanti capaci sempre di distruggere ogni qualsivoglia creazione democratica e popolare, hanno aumentato le perplessitร , aprendo uno scenario futuro ben diverso da quanto prospettato. Pur con la partecipazione e presenza di persone stimate ed in assoluta buona fede fra i promotori, oggi moltissimi elbani vedono sedata la loro voglia di cambiare, con il tremendo timore poter cadere in un tranello o peggio nel solito progetto esterno ben congegnato, ancora una volta per togliere diritti anzichรจ rafforzare i pochi rimasti. No caro presidente Orsini, non si tratta di ignoranza tanto meno di voler rinunciare alla crescita, per comprenderci noi elbani abbiamo ormai troppe volte subito la subdola furbizia politica degli stratagemmi esterni, abbiamo davanti agli occhi la constatazione triste ma reale del pessimo rapporto che esiste con la provincia e regione, i primi a volerci considerare colonia e come tale coglierne esclusivamente i frutti dando il meno possibile e tenendo sulla corda la popolazione elbana. Spesso coadiuvati anche da accondiscendenti nostri rappresentanti, drogati dalla poltrona conquistata.
Diciamo che l'idea non รจ sbagliata ma i tempi ed i modi lo sono. E' una battaglia persa, ogni giorno che passa segna il declino di quel sogno. La manifestazione avverso i tagli alla sanitร รจ epocale ed esalta l'immagine elbana imprevista che potrebbe colpire anche i nostri Sindaci, oggi piรน che mai consapevoli di una Elba che non รจ ancora disposta a subire e sopportare. Questo รจ di per sรจ giร anche solo per qualche ora il vero Comune Unico, fattibile anche domani laddove il senso di responsabilitร prevalga gli interessi personali, di parte, ideologici. Difficile ma non impossibile. E con visuale opposta otto municipalitร potrebbero invece costituire quel richiamo variabile ed allo stesso tempo univoco e corporativo che domani con nuovi stimoli e fiducia cambiano i rapporti fra l'Elba e gli invasori politici d'oltre mare. Si gioco una guerra piรน complessa di quanto appare, psicologica e strategica, ma, per fortuna nella testardaggine degli indigeni, coesiste una sana intelligenza ed una buona dose di coraggio. Certo con ieri come una scarica di adrenalina, la consapevolezza della nostra forza ha contagiato e stimolato a non cedere piรน supinamente. Il confronto non รจ con il Sindaco del futuro Comune Unico, รจ con il popolo Elbano, tutto!!!!!
Il grazie รจ per chi in un modo o nell'altro ha contribuito alla riuscita di una protesta, quanto mai civile ed educata, bella lezione.
Un elbano generico....
