I COSTI DEL BORO E DELL'ARSENICO NELL'ACQUA POTABILE
La stampa ha recentemente illustrato i doverosi e costosi impianti di trattamento di cui dovrร dotarsi ASA per il trattamento dell'acqua potabile della Val di Cornia onde poterla rendere conforme alle norme europee e quindi riportarne i componenti dannosi per la salute entro i limiti consentiti e finora tollerati solo grazie a deroghe di legge. Nulla ho letto riguardo ai maggiori costi di produzione dellโacqua potabile che ne deriveranno nรจ se ad essi si dovrร far fronte con aumenti tariffari posti a carico dei cittadini.
L'Isola d'Elba, da parte sua, provoca, suo malgrado e senza colpa alcuna essendo dovuti esclusivamente alla sua particolare condizione di insularitร , costi che aggravano quelli citati di trattamento anti boro ed anti arsenico, costi aggiuntivi che si riferiscono al notevole onere di trasporto dellโacqua dalla Val di Cornia ed alle perdite occulte che raddoppiano il costo finale di ogni litro dโacqua che giunge allโutente. Anche l'acqua di ottima qualitร presente in Isola in gran quantitร durante il periodo autunno-invernale, essendo previsto di immagazzinarla in una ventina laghetti allโaria aperta e sparpagliati in lungo e largo per lโIsola finirร per dover subire un trattamento di potabilizzazione assai caro. e tra lโaltro frammentato in piccole porzioni sparse anchโesse in varie parti dellโIsola.
Quanto sopra rende con una sempre maggior evidenza che, per quanto riguarda lโElba, la strada da percorrere non poteva che essere quella basata sulla costituzione di un grande invaso comunque costruito ma atto a ricevere e conservare intatta non acqua grezza ma quellโacqua potabile, buonissima e di minimo costo che vi si trova fuori stagione grazie alle abbondanti piogge che vi si verificano tutti gli anni. Quello era il modo per abbassare notevolmente le spese e migliorare notevolmente la qualitร dellโacqua distribuita dagli acquedotti elbani. Peccato che lโEnte gestore sia totalmente sordo nei riguardi di un intervento del genere che appare del tutto ovvio.
Marcello Meneghin
