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STEFANO MARTINENGHI da STEFANO MARTINENGHI pubblicato il 4 Ottobre 2011 alle 17:04
Debbo rettificare, sconcertato, parte dei contenuti dellโ€™intervento di ieri โ€“ โ€œAnche Mussolini voleva il Comune unicoโ€ - dopo un approfondimento sul percorso normativo seguito dal Comitato per il Comune Unico. Se non erro, si puรฒ affermare che allโ€™Elba รจ in atto una sorta di โ€œgolpe legaleโ€ โ€“ termine improprio e contraddittorio in termini, ma rende lโ€™idea โ€“ per mutare lโ€™assetto istituzionale degli otto Comuni. Iniziamo dal problema, per il Comitato voluto da Firenze, della difficoltosa raccolta firme fra gli elbani, che รจ noto a tutti non amano il Comune unico. Si รจ scelta la via della โ€œlegge di iniziativa popolareโ€ prevista allโ€™art. 74 dello Statuto della Regione Toscana, che consente ai promotori di raccogliere 5.000 firme di residenti IN TOSCANA, dunque ANCHE NON ELBANI, per avviare lโ€™iter della legge regionale; che poi dovrร  essere approvata dai residenti dei Comuni interessati con il referendum. Il primo insormontabile problema รจ stato aggirato cosรฌ. Ma come ovviare al secondo ancor piรน grosso problema del raggiungimento del quorum di validitร  del 50%+1 dei residenti recatisi al voto, stabilito anche in Italia per i referendum nazionali e comunali? La Regione Toscana ha risolto con un โ€œcolpo di spugnaโ€ emanando la L.R. 23 novembre 2007 nยฐ62 che, laddove sono disciplinati i referendum per la fusione di piรน comuni in uno, allโ€™art. 67 stabilisce:โ€ il risultato del referendum รจ valido indipendentemente dal numero degli elettori che vi hanno partecipatoโ€. Che tradotto significa che se allโ€™Elba si recheranno alle urne solo 3.000 persone su 30.000, pari al 10% degli aventi diritto e 2.000 di queste โ€“ gli amici e famigli dei sindaci locali di sinistra โ€“ voteranno a favore del Comune unico, questo verrร  istituito. Eโ€™ di tutta evidenza che questo art. 67 stabilisce un principio che sovverte la regola alla base di ogni democrazia โ€“ compresa quella italiana: รจ la maggioranza che decide sulla minoranza, non viceversa. Regola confermata dal legislatore in ambito referendario, nazionale e comunale. La ratio che impone il raggiungimento del quorum del 50%+1 degli aventi diritto, risiede nella volontร  di tutela della volontร  delle maggioranze locali o nazionali. Il legislatore dice: โ€œper decidere di questi temi in democrazia, la maggioranza almeno degli aventi diritto deve recarsi alle urne per evitare che sia una minoranza a decidereโ€. Qui in Toscana nel 2007, per avere le mani libere da lacci della scomoda democrazia, si รจ deciso di sovvertire questo principio-base con lโ€™art. 67, che per questa ragione, a mio parere, evidenzia profili di incostituzionalitร . Ciรฒ detto, tornando a noi, nulla รจ ancora perduto. Basterร  che ad un referendum cosรฌ ottenuto TUTTI gli elbani si rechino a votare per sconfiggere la minoranza organizzata dalla โ€œgioiosa macchina da guerraโ€ che sappiamo. Loro si mobiliteranno casa per casa come al solito per convincere la gente a recarsi alle urne, noi dovremo fare altrettanto, premurandoci di accompagnarci anche gli anziani. Siamo in piena โ€œprimavera dellโ€™Elbaโ€ e stanno fiorendo benedetti comitati spontanei di ogni genere per contrastare le inique decisioni prese in continente sopra le nostre teste; riuscirci non dovrebbe essere difficile per il bene dellโ€™Elba. Anche i media dovranno assolvere ai loro doveri di informazione; ma vista lโ€™aria che spira, non รจ scontato. Stefano Martinenghi.
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