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Oltre 300 milioni di perdita
La perdita complessiva di tutte le aziende sanitarie per il 2009 ammonta a 304.341.214 euro:
224.820.884 euro quella della Asl di Massa, 79.520.330 euro quella di tutte le altre aziende, perdita quest’ultima che – si legge nella delibera della Giunta- «non necessita di copertura con ulteriori risorse, in quanto è più che compensata da partite non monetarie relative agli ammortamenti degli investimenti». Questi i bilanci del 2009 approvati dalla Giunta, azienda per azienda:
Asl 1 Massa Carrara: –224.820.884
Asl 2 Lucca: +12.637
Asl 3 Pistoia: –7.922.732
Asl 4 Prato: –451.295
Asl 5 Pisa: –2.611.617
Asl 6 Livorno: –8.975.870
Asl 7 Siena: –10.843.183
Asl 8 Arezzo: –9.870.991
Asl 9 Grosseto: –148
Asl 10 Firenze: –19.785.256
Asl 11 Empoli: –42.514
Asl 12 Viareggio: –8.374
Azienda ospedaliera Pisa: –14.682.623
Azienda ospedaliera Siena: –125.547
Azienda ospedaliera Careggi: –2.825.289
Azienda ospedaliera Meyer: –1.387.531
All’Azienda sanitaria di Massa Carrara esisteva «un sistema di manomissioni delle scritture contabili e di occultamento dei disavanzi perpetratosi negli anni dal 1998 al 2009; a questo si deve l’accertamento del disavanzo complessivo nel bilancio 2009 pari a circa 224 milioni e 820 mila euro». Così Jacopo Ferri (Pdl), nella relazione di minoranza che conclude i lavori della Commissione di inchiesta sulla Asl 1 da lui presieduta. Secondo la relazione di maggioranza – illustratra da Pieraldo Ciucchi (Gruppo Misto)– la Commissione ha comunque evidenziato, dice Ciucchi, «un deplorevole scaricabarile». «Tali ed evidenti sono invece le responsabilità del direttore generale» (pur distinguendo la «evidenza» degli occultamenti contabili a partire dal 2007, e quindi attenuando la responsabilità del direttore Scarafuggi). Alla società di revisione «Diloitte» si imputa «una leggerezza nelle modalità di acquisizione della certificazione del credito», perché riceve in tempi ravvicinati diverse certificazioni da parte della Regione (la seconda poi dichiarata falsa). A parte questo, replica Ferri, l’andamento di alcuni fattori di spesa è stato comunque influenzato da scelte gestionali che negli anni hanno «contribuito ad appesantire i costi aziendali»: costi strutturali (numero degli ospedali), l’inappropriatezza di certi servizi erogati (tasso di ospedalizzazione alto rispetto al resto della regione), spesa farmaceutica (troppo alta), spesa per il personale (dipendente e delle cooperative). E, infine, chiama in causa l’attuale assessore al diritto alla salute e il presidente Rossi per le loro «responsabilità politiche».
