La Toscana da sempre guidata dalla “sinistra” è stata invece all’avanguardia nella privatizzazione dell’acqua. Ad Arezzo l’acqua è stata privatizzata addirittura nel 1999 facendo entrare nella gestione la Lyonnaise des eaux. Fu un’esperienza fallimentare definita tale anche da Carlo Schiatti, allora presidente dell’Ambito Territoriale Aretino. Ma ciò non insegnò niente agli amministratori, che anziché imparare dai propri errori, continuarono sulla strada della privatizzazione.
Nel 2004 il Partito Democratico livornese (allora si chiamavano Democratici di Sinistra) scelse, nonostante le numerose proteste dei lavoratori e dei cittadini, di privatizzare ASA.
Dopo soli 4 anni di gestione privata, a fine 2008, il sindaco Cosimi(allora capogruppo DS in consiglio comunale e strenuo sostenitore della privatizzazione), affermò pubblicamente di voler riacquistare da Amga (la SpA genovese che oggi si chiama AGA) il 40% delle quote dicendosi "insoddisfatto per la scarsa attenzione posta da AMGA al nostro territorio". Il neopresidente Del Nista invece affermò pubblicamente che il socio privato "ha pensato soltanto ad ottenere utili da questa situazione". La Cgil invece denunciò lo scarso peso del socio pubblico nel consiglio di gestione, saldamente in mano privata. Però ovviamente la situazione non è cambiata di una virgola e il Comune non ha fatto niente per la ripubblicizzazione di ASA.
Per questo referendum il PD ha assunto una posizione ambigua: durante la campagna referendaria livornese, il PD non ha mosso un dito. Si è unito al “Comitato per il SI” all’ultimo momento. Forse è stato un errore lasciar entrare il “Partito della Privatizzazione” nel Comitato senza chiedergli prima di fare autocritica e di prendere posizione per la futura ripubblicizzazione di ASA. Il Partito Democratico, ormai preda dei giochi di potere e ormai ad una distanza abissale dalle esigenze della cittadinanza, ha così mostrato la sua faccia pulita nell’ultimo periodo della campagna referendaria, ma è stata subito smascherata dalle dichiarazioni del Presidente di ASA. Il Presidente di ASA Fabio del Nista, guarda caso ex assessore al bilancio del PD, ha dichiarato il mese scorso: “ai referendum mi sono astenuto, avrei votato NO sui due quesiti sull'acqua e forse anche sul nucleare”
Serve tuttavia un'altra precisazione, cioè che subito dopo la nomina degli assessori nel 2009, la Giunta livornese è partecipata da importanti azionisti di maggioranza che sono banche, in particolare Monte dei Paschi, e Confindustria. Non è un caso che l'assessore al bilancio del Comune di Livorno sia sempre un uomo delle banche, Del Nista nelle precedenti legislature e Valter Nebbiai in questa. Ma il Monte dei Paschi è rappresentato anche da Ritorni allo sport. E non è un caso che come presidente Asa oggi ci sia Del Nista che non è lì tanto come funzione pubblica ma a garanzia ed interesse del Monte dei Paschi ed altre banche che hanno emesso un prestito di 74 milioni di euro ad ASA.
Del Nista nell'intervista del 16 Giugno punta il dito proprio sugli intrecci fra banche e privati che a suo dire garantiscono gli investimenti: «Genova (cioè il socio privato di maggioranza AGA SpA ndr) mette i soldi nel capitale, mica negli investimenti. Quelli li facciamo indebitandoci con le banche e il 7% copre a malapena gli interessi: il finanziamento di 74 milioni di euro ottenuto nel giugno dello scorso anno dal sistema bancario mette in moto un ingranaggio finanziario tale da creare 230 milioni di lavori sul territorio». «Guai se eventuali incertezze mandassero in fibrillazione i rapporti con le banche e creassero intoppi a questo meccanismo di investimenti». A parlare più che un funzionario pubblico con obiettivo di tutelare un bene comune e l’interesse della collettività, sembra un membro di un consiglio di amministrazione di una banca.
A nostro avviso la gestione della cosa pubblica a Livorno è ridotta alla spartizioni di profitti e interessi economici privati, anziché essere un’amministrazione del bene pubblico di ogni cittadino.
tratto da: [URL]http://www.senzasoste.it/livorno/referendum-e-acqua-pubblica-le-richieste-del-chico-malo-allamministrazione[/URL]
