[SIZE=4][COLOR=darkblue]Cinghiali all’Elba, l’Enpa contro gli abbattimenti: «Altro che valore sociale, la caccia è un problema di sicurezza nonché un pericolo per la biodiversità.» [/COLOR] [/SIZE]
Roma 28 settembre 2011 - Accantonata l’assurda ipotesi dell’eradicazione dei cinghiali, all’Elba si discute sul numero di capi da uccidere nel vano tentativo di contenerne il numero. E c’è chi si prodiga nel tentativo di “trovare un equilibrio tra i diversi interessi” tra cui, appunto, quelli venatori. Ma la Protezione Animali è decisa a vederci chiaro in questa vicenda, ad iniziare dalla richiesta avanzata all’Ispra e alla Provincia di Livorno di impiegare quelle metodologie incruente, che, secondo quanto stabilito dalla legge, devono essere utilizzate e verificate prima proceder con inutili abbattimenti.
«La questione dei cinghiali all’Elba non può essere “risolta” con provvedimenti lesivi nei confronti degli animali, a cui ormai da vent’anni si ricorre inutilmente, come nel caso degli abbattimenti selettivi che spesso nascondono solamente interessi venatori – dichiara la Sezione Enpa dell’Elba -. Eppure è stata proprio la lobby della caccia a causare il disastro a cui, però un rimedio ci sarebbe: la sterilizzazione farmacologica, già studiata in Inghilterra e applicabile all’Elba con facilità, dal momento che si tratta di un ecosistema chiuso per gli animali terrestri».
La legge 157/92 già individua in modo inequivocabile, con equilibrio e senso di responsabilità, competenze e responsabilità dei singoli organismi: si tratta di applicarla fedelmente, cosa che purtroppo non sempre avviene nel territorio nazionale a causa di interessi di parte. Ed è proprio per questo che l’Enpa vuole rispondere a Barbetti, che in merito al controllo faunistico, si preoccupa di “tenere conto anche dell’attività di caccia, che all’Elba ha anche un valore sociale”.
“La caccia è solo un’attività macabra e anacronistica, che si risolve nel massacro di milioni di animali. E gli italiani hanno più ribadito la propria contrarietà, come ha dimostrato anche la Marcia della Pace Perugia-Assisi – prosegue la Protezione Animali dell’isola -. Non si tratta solo di etica e cultura: l’attività venatoria è un grave problema sociale e di pubblica sicurezza, che miete ogni anno decine di vittime e feriti “umani” e che contribuisce alla pessima immagine del nostro Paese. Ma, soprattutto, la caccia non ha nulla a che vedere con la gestione della fauna, che le doppiette ogni anno condannano a morte per gioco: la vita degli animali non può essere condizionata né ad esigenze economiche né a interessi di parte.
ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI
