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Firenze, Domenici ed ex giunta sotto inchiesta da Firenze, Domenici ed ex giunta sotto inchiesta pubblicato il 19 Settembre 2011 alle 21:08
32 indagati per i lavori alla Fortezza da Basso All'ex sindaco di centrosinistra del capoluogo toscano e ad altri funzionari pubblici sono stati recapitati gli avvisi di garanzia. Le accuse sono a vario titolo di abuso d’ufficio, omessa denuncia di reato e realizzazione all’interno dello spazio espositivo di otto padiglioni che per i pm sono in parte o del tutto “privi di atti legittimanti” Politici fiorentini di lungo corso, assessori e parlamentari, funzionari regionali, amministratori pubblici. In testa l’allora sindaco del capoluogo toscano e presidente Anci Leonardo Domenici, oggi deputato al Parlamento europeo. Tutti indagati a vario titolo per abuso d’ufficio, per omessa denuncia di reato e per aver realizzato, all’interno della Fortezza da Basso, quegli otto padiglioni che ospitano fiere ed expo che, per l’accusa, sono in parte o del tutto “privi di atti legittimanti”. O, perfino, “privi di certificati di agibilità”. Sono 32 gli avvisi di garanzia che hanno travolto l’ex giunta di centrosinistra del Comune di Firenze, i vertici di Firenze Fiera spa, l’ex amministratore delegato di Pitti Immagine e alcuni funzionari della regione Toscana, oltre alla Soprintendenza. Viene contestata anche la realizzazione delle giganti strutture, sulla carta “temporanee”, ma che in realtà di temporaneo avrebbero avuto ben poco, visto che i padiglioni sono rimasti al loro posto fino ad oggi. La Procura di Firenze non risparmia nessuno e notifica così, su queste basi, l’avviso di chiusura delle indagini portate avanti per anni dal pubblico ministero Luigi Bocciolini che ha tirato le fila di una complicata vicenda in cui si evidenziano “dimenticanze, omissioni, trascuratezze, ovvero la scarsità di interventi di vigilanza sul bene storico ambientale, ammesse dagli stessi funzionari e dirigenti della Soprintendenza – scrive il magistrato – dell’Agenzia del Demanio nonché le svariate agevolazioni godute dalle società di gestione da parte dell’amministrazione comunale di Firenze, sia nell’azione politica delle giunte comunali che si sono susseguite, sia dai dirigenti e funzionari della Direzione Urbanistica in violazione o in errata applicazioni di norme o regolamenti”. L’accusa è precisa, i dettagli abbondano. Nelle 64 pagine dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari viene reso noto il contenuto delle Conferenze dei servizi del 24 maggio e 26 giugno 2006 indette dalla Regione, alle quali presero parte la Soprintendenza, l’Agenzia del Demanio e il Comune, su istanza di Firenze Fiera spa. In questi incontri, secondo la Procura, “si palesava la conoscenza della illegittimità dei padiglioni precari (otto in tutto, interni alla Fortezza, eccetto uno esterno usato come reception, ndr)”. Dagli atti acquisiti, inoltre, “si evinceva la piena consapevolezza della illegittimità delle strutture in essere dando atto che la situazione urbanistica della Fortezza da Basso è condizionata dall’esistenza di strutture precarie sprovviste di concessione edilizia”. Non solo. Si parla anche di liberare la società “dall’incombenza oramai inevitabile dell’accertamento di possibili abusi”. In altre parole, gli uffici pubblici “erano abbondantemente a conoscenza dell’esistenza dei padiglioni e della loro illiceità”. Alcune opere, inoltre, sarebbero state realizzate “in assenza – scrive ancora il magistrato – del prescritto provvedimento autorizzativo” per avere “gli interventi edilizi riguardato zone sottoposte a vincolo storico, artistico e paesistico” nonché “in violazione delle prescrizioni per le costruzioni in zone sismiche senza fare le prescritte comunicazioni”. In conclusione secondo la Procura si tratta di una realtà che, come bene riassume il resoconto dei sopralluoghi, risulta “diversa dalla realtà virtuale rappresentata nei progetti”.
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