[URL]http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/il-libro-nero-della-tav-di-ivan-cicconi-capitolo-2-luigi-preti-e-la-grande-truffa/157381/[/URL]
Capitolo 2: Luigi Preti e la grande truffa
Il secondo capitolo di โIl libro nero dellโAlta velocitร โ fornisce alcuni concetti chiave su un tema normalmente trascurato. La grande opera lascia in ereditร alle generazioni future un debito ingente e ingiustificato. Lโ11 dicembre 2008 la Corte dei Conti ha depositato una relazione sui debiti accollati al bilancio dello Stato dalle Fs, e ha messo a fuoco proprio questo concetto: i debiti fatti per costruire le linee ad Alta velocitร , che in base ai piani dovevano essere pagati almeno per il 60 per cento dai privati. Ricordiamo le cifre. Da un costo di 30 mila miliardi di vecchie lire siamo arrivati ad oltre 90 miliardi di euro, 180 mila miliardi di vecchie lire. โDa un costo medio a chilometro per il quale i ministri competenti avevano deliberato lโallineamento con il costo medio di altre analoghe infrastrutture europee, siamo ad un costo almeno cinque volte maggiore sia di quelle spagnole che di quelle francesiโ, spiega Ivan Cicconi nel secondo capitolo di โIl libro nero dellโAlta velocitร โ.
Scrive la Corte dei conti nella sua relazione: โIn buona sostanza lโuso del debito pubblico abbondantemente praticato da Ferrovie dello Stato, anche in periodi storici talvolta giร lontani nel tempo, e poi scaricato sullโErario, viene trasmesso a generazioni future, senza che sia data alcuna prova che le stesse possano in qualche in modo avvantaggiarsene: non esiste infatti alcuna relazione o documentazione, negli atti a supporto dellโaccollo del debito, dalla quale si evinca che allo stesso siano correlati beni pubblici ancora produttivi al momento in cui tale debito finirร di essere pagato. Anzi, le modalitร con cui questi debiti vengono assunti lasciano intendere che gli effetti sulla distribuzione intergenerazionale delle risorse non siano stati in alcun modo tenuti presenti e neppure calcolati in astrattoโ.
Tutto questo รจ andato avanti per 25 anni senza che nessuno dei sedici ministri che si sono succeduti ai Trasporti abbia sollevato unโobiezione sul senso di tutta lโoperazione. Per questo, commenta Cicconi, โla ricostruzione di questa storia รจ fondamentale anche per capire il perchรฉ di un Paese che riesce a non vedere una truffa di dimensioni colossali, che resta silente quando questa viene certificata da leggi ed organi dello Stato e che lascia in libertร i mariuoli che lโhanno ordita o consentita o favorita o tollerata o anche solo colpevolmente ignorataโ.
