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IL SUCCESSO DI ULIANO da IL SUCCESSO DI ULIANO pubblicato il 11 Settembre 2011 alle 11:55
[SIZE=4][COLOR=darkred]"Interessante e toccante intervento di Sergio Rossi, autore acclamato del libro "ULIANO" [/COLOR] [/SIZE] Venerdรฌ 9 settembre ore 11 sulla spiaggia delle Prade batte un sole gentile ma ancora abbronzante, per trovare lโ€™ombra comunque basta fare qualche passo indietro verso le tamerici che segnano il confine tra la spiaggia e le canne della zona umida. Lo scirocco ha pulito lโ€™acqua ed il basso fondale sul quale ci fermiamo si vede in perfetta trasparenza; alcuni piccoli muggini (cefali per i foresti) curiosi ci stanno impertinentemente solleticando i piedi; davanti ai nostri occhi lo scenario da urlo della Portoferraio medicea posta su due colli come Gerusalemme, ma paganamente sorgente, come Venere, dalle acque; il silenzio รจ insidiato solo da un frangersi di micro-onde appena percettibile, come se fosse il respiro del mare Distribuite in piรน di cento metri di spiaggia ci sono 14 (quattordici) persone, tutte rigorosamente Over40, e cani 2, ci viene da pensare perfino che sia uno spreco un incanto selvaggio del genere riservato a cosรฌ pochi, ci viene da compatire chi fino a qualche giorno fa, a qualche chilometro da qui, si contendeva qualche metro quadrato di litorale accalcato di chiasso, colorato sguaiatamente dallโ€™odore degli abbrozzanti, al gusto di ultima suoneria di cellulare. Di opere dellโ€™uomo qui se ne vedono proprio poche: in lontananza una casetta costruita sugli scogli piรน di un secolo fa, i ponticelli (crollati) sui due fossi il muretto che delimita la parte paludosa e poi appunto le tamerici che qualcuno deve aver messo a dimora. Questo capolavoro in cui siamo immersi insomma รจ frutto del lavorio della natura e dellโ€™inerzia (o della contenuta attivitร ) umana. E pensare che appena qualche anno fa si era demenzialmente progettato di realizzare proprio qui un porto turistico, scavando una enorme โ€œvascaโ€ nella zona umida e collegandola al mare con un canale che avrebbe giustiziato i bassi-fondali, e cโ€™era pure una parte politica favorevole a quellโ€™assassinio, che se non fu consumato fu forse solo per โ€œmancanza di piccioliโ€ visto gli enormi costi che comportava. Successivamente ci fu pure chi propose di realizzare un โ€œcanale navigabileโ€ (!) tra Le Prade e il Lido di Capoliveri ma era una vaneggiamento legaiolo e nessuno dispose un ricovero in psichiatria con T.S.O. Ci viene da pensare che se vivessimo in un paese colto e civile (ma siamo al periodo ipotetico della irrealtร ) a nessuno verrebbe in mente di cementificare altra costa e di water front neppure si parlarebbe, cosรฌ come, se il buon gusto e lโ€™amore per il paesaggio reggessero i destini urbanistici ferajesi, non staremmo oggi a contestare lโ€™orrido scatolone della Gattaia, la Pardosalescafieropoli di Via Carducci โ€“ Manganaro, che dopo aver ucciso il capannone ex-ILVA giustizierร  con una mega-cacata di cemento i pini e lo spazio arioso di piazza Pietri. Ma le Prade si salveranno (forse) dalla barbarie, e forse ancora tra molti anni qualcuno verrร  qui, e da qui leggerร  la mutata sky-line di Portoferraio confrontando lโ€™armonia dellโ€™antico con le fetenzie architettoniche di un secolo a cavallo tra il XXยฐ e il XXIยฐ: dal โ€œgrattacieloโ€ al castagnaccione sovraospedaliero, fino alle sopra-citate schifezze, e qualcuno si domanderร  forse come sia stato possibile che destra e sinistra, unite in un vincolo di continuitร , siano state capaci di provocare un tale scempio. sergio rossi
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