[SIZE=4][COLOR=darkred]"Interessante e toccante intervento di Sergio Rossi, autore acclamato del libro "ULIANO" [/COLOR] [/SIZE]
Venerdรฌ 9 settembre ore 11 sulla spiaggia delle Prade batte un sole gentile ma ancora abbronzante, per trovare lโombra comunque basta fare qualche passo indietro verso le tamerici che segnano il confine tra la spiaggia e le canne della zona umida.
Lo scirocco ha pulito lโacqua ed il basso fondale sul quale ci fermiamo si vede in perfetta trasparenza; alcuni piccoli muggini (cefali per i foresti) curiosi ci stanno impertinentemente solleticando i piedi; davanti ai nostri occhi lo scenario da urlo della Portoferraio medicea posta su due colli come Gerusalemme, ma paganamente sorgente, come Venere, dalle acque; il silenzio รจ insidiato solo da un frangersi di micro-onde appena percettibile, come se fosse il respiro del mare
Distribuite in piรน di cento metri di spiaggia ci sono 14 (quattordici) persone, tutte rigorosamente Over40, e cani 2, ci viene da pensare perfino che sia uno spreco un incanto selvaggio del genere riservato a cosรฌ pochi, ci viene da compatire chi fino a qualche giorno fa, a qualche chilometro da qui, si contendeva qualche metro quadrato di litorale accalcato di chiasso, colorato sguaiatamente dallโodore degli abbrozzanti, al gusto di ultima suoneria di cellulare.
Di opere dellโuomo qui se ne vedono proprio poche: in lontananza una casetta costruita sugli scogli piรน di un secolo fa, i ponticelli (crollati) sui due fossi il muretto che delimita la parte paludosa e poi appunto le tamerici che qualcuno deve aver messo a dimora. Questo capolavoro in cui siamo immersi insomma รจ frutto del lavorio della natura e dellโinerzia (o della contenuta attivitร ) umana.
E pensare che appena qualche anno fa si era demenzialmente progettato di realizzare proprio qui un porto turistico, scavando una enorme โvascaโ nella zona umida e collegandola al mare con un canale che avrebbe giustiziato i bassi-fondali, e cโera pure una parte politica favorevole a quellโassassinio, che se non fu consumato fu forse solo per โmancanza di piccioliโ visto gli enormi costi che comportava.
Successivamente ci fu pure chi propose di realizzare un โcanale navigabileโ (!) tra Le Prade e il Lido di Capoliveri ma era una vaneggiamento legaiolo e nessuno dispose un ricovero in psichiatria con T.S.O.
Ci viene da pensare che se vivessimo in un paese colto e civile (ma siamo al periodo ipotetico della irrealtร ) a nessuno verrebbe in mente di cementificare altra costa e di water front neppure si parlarebbe, cosรฌ come, se il buon gusto e lโamore per il paesaggio reggessero i destini urbanistici ferajesi, non staremmo oggi a contestare lโorrido scatolone della Gattaia, la Pardosalescafieropoli di Via Carducci โ Manganaro, che dopo aver ucciso il capannone ex-ILVA giustizierร con una mega-cacata di cemento i pini e lo spazio arioso di piazza Pietri.
Ma le Prade si salveranno (forse) dalla barbarie, e forse ancora tra molti anni qualcuno verrร qui, e da qui leggerร la mutata sky-line di Portoferraio confrontando lโarmonia dellโantico con le fetenzie architettoniche di un secolo a cavallo tra il XXยฐ e il XXIยฐ: dal โgrattacieloโ al castagnaccione sovraospedaliero, fino alle sopra-citate schifezze, e qualcuno si domanderร forse come sia stato possibile che destra e sinistra, unite in un vincolo di continuitร , siano state capaci di provocare un tale scempio.
sergio rossi
