[SIZE=4][COLOR=darkblue]RIFLESSIONI SULL'IMPORTANZA DI UN PARCO [/COLOR] [/SIZE]
L’importanza scientifica espressa da un ambiente non è solo legato a flora e fauna .Quando l’interesse scientifico espresso è rilevante muove il legislatore a creare un’area protetta al fine di garantire e promuovere la conoscenza e la conservazione del patrimonio naturale.Ne consegue che vincoli e limiti per la presenza umana sono inevitabili, quando questo interesse scientifico è il criterio perseguito dal legislatore, vincoli e limiti che arrivano ad escludere la presenza umana se non per scopi di ricerca scientifica. Per esempio ciò è quanto accaduto all’isola di Montecristo.Quando invece l’interesse non è solo quello di conservare ma anche migliorare la qualità dell’ambiente,valorizzare il patrimonio ambientale , il legislatore emana norme,disposizioni,leggi che riguardano flora ,fauna,territorio che non necessariamente si concretizzano con la nascita di un’area protetta e escludente o limitante la presenza antropica,presenza umana che deve obbedire alle norme emanate ed essere,poi, sottoposta al controllo.Queste norme,leggi rappresentano l’enorme mole legislativa ambientale esistente e attualmente vigente in tutto il territorio nazionale.In questo secondo caso l’interesse scientifico non viene escluso ma convive con altri interessi.
Come si può infatti escludere l’interesse scientifico? Esiste un qualche territorio senza interesse scientifico per il ricercatore?Per la scienza?
Oltre all’area protetta,dunque,l’ambiente può essere salvaguardato con la legislazione ambientale nazionale vigente e controllando che sia applicata.
Pure all’Elba l’istituzione del parco non si è sottratta alla motivazione del rilevante interesse scientifico espresso dal territorio dell’arcipelago.
Da qui,vincoli e limiti .
Ma all’Elba non siamo su un’isola deserta come può essere Montecristo o anche Pianosa dove l’esclusione della presenza umana può avvenire con facilità perché non esiste.L’interesse scientifico a preservare la natura,l’ambiente può convivere con gli interessi espressi dalla comunità umana.Ciò è stato ampiamente dimostrato proprio all’Elba dove la presenza umana non ha mai ostacolato ricerca e studio ambientale.
E’ questo uno dei motivi per cui ho sempre ritenuto l’istituzione del parco una modalità amministrativa non confacente al territorio elbano.Anche senza il parco,la difesa, la salvaguardia,lo studio scientifico di questo territorio si può ottenere applicando e facendo osservare le norme legislative vigenti in materia ambientale e controllando che ciò davvero avvenga.A questo proposito mi chiedo se non fosse stato più utile che lo stato avesse devoluto tutte le risorse economiche elargite al parco direttamente ai comuni vincolandole alla realizzazione diretta da parte di questi della tutela e salvaguardia ambientale,obbligandoli insomma a realizzare quanto previsto dalla legislazione ambientale nazionale a cominciare dai rifiuti,depurazione,sistema fogniario,beni culturali,inquinamento acustico,sicurezza delle spiagge,servizi al cittadino sulle spiagge,sicurezza idrogeologica ecc.
Un altro motivo per cui non sono favorevole alla presenza del parco all’Elba è più strettamente “politico”. Non si può introdurre su territorio antropizzato e ad economia consolidata come quello isolano una modalità nuova di amministrazione quale è il parco senza prima aver sentito i cittadini che vivono,abitano e lavorano in quel territorio. Giustamente chi ora sostiene la nascita del comune unico richiede un referendum popolare perché trattasi di una modalità amministrativa nuova del territorio come pure lo è il parco.
Nonostante questa mia opinione sull’area protetta mi sono autocandidato alla poltrona di presidente.
Il motivo?
Se questo ente dobbiamo sorbircelo per forza, noi elbani bisogna impegnarci personalmente a ridurre i danni di una modalità amministrativa non adatta al nostro territorio, per il bene nostro e delle future generazioni. Questo è il primo motivo.
Il secondo motivo è legato al fatto che molti concittadini e i sindaci stessi hanno manifestato la volontà di avere un presidente del parco che sia elbano e residente.
Cari sindaci elbani: sono elbano d.o.c. Se mi volete quale presidente del parco mi rendo disponibile.
Presto dovrà essere nominato il nuovo presidente dal ministro dell’ambiente.Non m’intendo come queste nomine avvengono ma dopo essere venuto a conoscenza che i sindaci elbani membri del consiglio del parco discutono sull’identikit del presidente mi sono presentato a Ruggero Barbetti,presidente del consiglio del parco,con un curriculum protocollato al comune di Capoliveri,dove lui è sindaco.Ho poi provveduto ad inviare curriculum al ministro dell’ ambiente che spedirò anche al presidente della regione toscana in quanto il presidente del parco è nominato dal ministro dell’ambiente d’intesa col presidente della regione.
Franca,anche se ha lo stesso nome non è la direttrice del parco,Franca , che è una mia amica,davanti alla perseveranza ad autocandidarmi ha detto:”..ma non lo sai che tu non avendo militanza ambientale,profilo ambientale,tessera alcuna di partito o sindacato e tantomeno dunque dirigente politico di niente,esponente di niente, nemmeno culturale,laurea in scienze ambientali ,consulente naturalistico,guida ambientale ,geologo ecc non hai nessuna speranza di essere nominato,non sei una persona particolarmente qualificata per le attività in materia di conservazione della natura ” ,aggiungendo:”Cosa sai dei 22 parchi nazionali,dei 120 parchi regionali,delle 23 aree marine protette? Cosa sai della loro organizzazione?Cosa sai tu di politica ambientale!” e,continuando nello stesso tono:”Sai cosa è biowatching?E sai cosa è biodiversity?” e poi:”…per non parlare che ti sei manifestamente schierato a favore del nucleare e questo gli ambientalisti non te lo perdonano !”
Tra lo scherzo e la denigrazione,aggiunge:“Insomma,chi ti ritieni di essere per autocandidarti alla presidenza del parco?Sei appena un piccolo,piccolo professore associato dell’università e,neppure,professore ordinario!”
Io l’ho guardata un po’… e,rispondo:”Ah ho capito, tu stai parlando di natura,ambiente ? Sì, qualche cosa so, ma molto poco” Lei ,soffermandosi un momento e alzando gli occhi in alto,quasi per pensare, ha proseguito:”Senti,ascoltami,ma chi te lo fa fa? Sei vicino alla pensione e potrai ritirarti a vita tranquilla privata.”
Quando le ho detto che sono mosso da amore per la terra dove sono nato è scoppiata in una grande risata.Poi Franca ha aggiunto:”…ma non lo sai che quelle sono poltrone riservate a qualche raccomandato/a politico?A qualcuno o a qualcuna che magari avendo dovuto lasciare una poltrona , devono trovare lavoro con un’altra poltrona?”
Questa volta sono stato io a scoppiare in una grande risata.
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Marcello Camici
Università di Pisa [/COLOR]
