Nel linguaggio comune, squalo eโ di regola sinonimo, mentre per gli zoologi la stessa parola assume un significato piรน vasto, poicheโ designa tutti i pesci a scheletro cartilagineo che compongono lโordine degli squaliformi.
A secondo della specie, variano molto dallโaspetto complessivo, le dimensioni, il colore, noncheโ la distribuzione geografica.
Sono da qualificarsi col nome (molto indefinito e comprensivo) di pescicani tutti gli squaliformi secondo un tipico schema, ottimi nuotatori e di solito pelagici (ossia stanziali in profonditร ), attivissimi predatori e non di rado terribili anche per lโuomo.
Eccoci al punto di piรน difficile prescrizione: questi squali sono tutti e sempre dei voraci mostri che tanti descrivono, ogni anno, regolarmente come una recrudescenza, come unโinfluenza stagionale, una forma di psicosi collettiva che puoโ essere definita col termine di โsindrome squaloโ, unโepidemia che, negli ultimi tempi, stimolata soprattutto da film, documentari a sensazione, si eโ estesa dalle sue originali zone di diffusione (le coste oceaniche comprese nella fascia tropicale e subtropicale) fino allโarcipelago toscano.
Gli avvistamenti si succedono con sempre maggior frequenza e con lโaumento delle segnalazioni crescono nel contempo voci, racconti, idee su attacchi, difese, abitudini di predatori del mare, insomma, secondo un uso molto comune di questi tempi, il pericolo aumenta di pari passo con la disinformazione.
Va precisato che nel mediterraneo vivono circa 30-35 specie di squaliformi: alcune sono comuni altre sono rare o di occasionale comparsa.
Una dozzina sono squali nel senso di pescecane e almeno 4-5 da ritenersi pericolose per lโuomo.
Queste premesse per far seguire un breve accenno a specie antropofaghe: mako (ISURUS OXYRHYNCHUS), squalo bianco, allโElba TACCA DI FONDO (CARCARODON CARCARIAS), pesce martello (SPHYRNAZY GAENA).
Tutti e tre questi squali sono cosmopoliti e si incontrano generalmente lontano dalle coste.
Un altro squalo diffuso in tutti i mari eโ la verdesca (PRIONACE GLAUCA), di cui la sua reputazione di uomini eโ priva di fondamento, mentre del genere CARCARINUS una di esse lo squalo grigio (CARCARINUS PLUMBEUS) non eโ rara nei nostri mari e incute un timore ingiustificato.
Il pesce volpe (ALOPIAS VULPINUS) riconoscibile per la lunghissima coda, possiede denti molto minuti e si nutre di sarde e acciughe.
[SIZE=3][COLOR=darkblue]Caro Yuri, [/COLOR] [/SIZE] potrei farti una scheda di quasi tutti gli squali del mediterraneo, soprattutto per il loro interesse scientifico. Non per aver letto il loro nome sulla nomenclatura di Linneo o per averli visti in una vaschetta di vetro, ma per averli osservati e studiati per il piacere personale di conoscenza. E per fare questo nel 1975 ho attaccato il fucile subacqueo al chiodo.
Vedi Yuri, questa mia esperienza ha portato molti giornalisti, quando la cronaca lo richiede, a interpellarmi su alcune cose che riguardano il mare. In questo caso il giornalista interessato mi ha posto una domanda telefonica ben precisa (non ho visto ne filmati ne fotografie dello โsqualo di Marina di Campo): lo squalo volpe eโ pericoloso per lโuomo? Ho risposto naturalmente di no e ho cercato di far capire il motivo della non pericolositร spiegando quali erano le sue abitudini.
Da parte tua, invece di interpellarmi, hai cercato di cavalcare un cavallo impetuoso e senza sella, non pensando che era possibile cadere. Non ho parole per manifestare la sorpresa. Sorpresa soprattutto per grande amicizia che provo per tuo padre.
Ognuno di noi vive i suoi momenti di esasperazione e di sconforto, poi riprende a fare quello che ha sempre fatto. Ma se vuole vivere in serenitร prima informati e poi rompi i COGLIONI (per usare un liguaggio a te congeniale).
