Caro Dante,
in Alto Adige una cosa del genere non riescono nemmeno a immaginarla.
Quindi, cominciamo col dire che prima di lamentarci con comuni e parchi, sarebbe necessario capire perchรฉ siamo cosรฌ, sia ecologicamente che geograficamente... "sudici".
Per quanto riguarda il parco, e salvo correzioni dalla buona vecchia Defensor, la questione รจ semplice: il parco NON DISPONE DI OPERAI (di nessun genere), NON HA GUARDIAPARCO, MANUTENTORI, FALEGNAMI O SIMILI.
Piรน o meno (non) funziona cosรฌ: arriva dal cielo un "finanziamento per panchine e cartelli". In linea di massima, resta lรฌ per qualche anno, poi viene stornato per qualche str@nz@ta, oppure si aspetta che decada e si perda. Ma supponiamo che si riesca ad utilizzarlo: per i misteriosi meandri del settore pubblico, si sceglieranno geometri, architetti, consulenti, ingegneri nucleari che dopo qualche anno di studi pagati arriveranno ad un bando, che verrร vinto da una ditta di Gioia Tauro, e se tutto va bene (salvo contenziosi, fallimenti ecc.), finalmente posizioneranno, meglio se in posti assurdi e alla c@zz@ di cane, delle strampalate panche autorompenti e dei faraonici cartelli ad inchiostro simpatico.
Il tutto ad un costo mediamente pari a 2/5 volte quello che pagherebbe un privato.
Poi, il nulla. Non essendoci controllori, nรฉ banali manutentori, si aspetterร che il tutto cada a pezzi, si cercherร un nuovo finanziamento e si ricomincerร la trafila. Semplice, no? ๐
Ps: non essendo come detto in Alto Adige, si svilupperร poi l'"emulazione alla Lucignolo": nei paesi civili, se un cafone butta in terra una lattina o rompe una panca, subito dopo passa un "indigeno" che, schifato, raccoglie il pattume o dร una "rimediata" al danno, riportando il luogo in ordine. Da noi, vista la lattina si dirร "eccheccazzo, ce n'รจ giร una, butto pure la mia... e lo stesso succederร con la panca: "toh, c'รจ un' asse staccata... chissร se vengono via anco le altre.."
