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Marcello Meneghin da Marcello Meneghin pubblicato il 30 Agosto 2011 alle 6:26
[SIZE=4][COLOR=darkblue]UNA BRILLANTE RISOLUZIONE DELLA CRISI IDRICA ESTIVA CHE ATTANAGLIA Lโ€™ISOLA Dโ€™ELBA [/COLOR] [/SIZE] La stampa ha riportato ampi resoconti sulla mole di lavori che ASA ha in programma per fronteggiare la carenza idrica dell'Isola dimostratasi particolarmente critica in questa estate di predominante tempo secco. Sono pienamente condivisibili con lโ€™ASA gli interventi giร  nei suoi programmi sia a breve che a unga scadenza, consistenti nel miglioramento della captazione di acqua potabile dalla falda e dalle sorgenti da effettuarsi all'interno dellโ€™'Isola e la la costruzione di imponenti invasi idrici atti a rendere in futuro autonoma ed idraulicamente autosufficiente lโ€™Isola .. Mi preme qui trattare il tema specifico della crisi attuale e far notare come sarebbe possibile risolverla ottenendo ulteriori risultati aggiuntivi molto importanti come la riduzione delle perdite occulte e il suo raggiungimento ottenuto dalla sola utilizzazione dellโ€™acqua potabile di cui tra breve potrร  disporre lโ€™Isola Un punto sul quale vorrei soffermarmi compiutamente รจ quello delle grandi perdite occulte che accusano l'adduzione e la distribuzione idrica elbana premettendo fin da ora che, anche in questo settore, le conclusioni alle quali potrรฒ pervenire coincidono perfettamente con l'operato ASA. E' interessante far rilevare le caratteristiche delle perdite attuali ed in particolare di due loro elementi essenziali. Il primo consiste nella reale appartenenza delle maggiori perdite e cioรจ di quelle che determinano in maniera predominante l'elevatissimo tasso medio annuo di perdita (che sembra ammontare al 70% del totale prodotto) ai periodi di scarso consumo dell'utenza e cioรจ alla gran parte delle giornate annue, estate esculsa. Un secondo importante dettaglio รจ quello della pressione di esercizio di molte condotte, pressione che all'Elba raggiunge, soprattutto nei citati e lunghi periodi di basso consumo dell'utenza, valori cosi elevati da rendere praticamente impossibile il contenimento delle perdite entro valori accettabili. L'esistenza di esagerate pressioni di funzionamento degli acquedotti ha promosso in molti servizi idrici italiani e stranieri l'adozione di sistemi di regolazione della pressione di esercizio con cui si รจ riusciti a realizzare una immediata e sostanziale riduzione delle perdite anche in reti colabrodo simili a quella elbana. A questo punto occorre perรฒ esaminare bene le caratteristiche del territorio dell'Isola e rendersi conto delle enormi difficoltร  che qui presenterebbe un intervento di questo genere e degli elevati costi che ne deriverebbero. Si renderebbero necessarie valutazioni tecnico-economiche molto complesse che vanno al di lร  delle considerazioni fatte in questa sede. Io personalmente concluderei l'argomento perdite in questo modo. L'Elba perde durante un intero anno una percentuale elevatissimo di acqua ma in valore assoluto si tratta di un volume tutto sommato modesto. Per studiare e soprattutto per realizzare uno dei rimedi basilari, e cioรจ la regolazione della pressione, occorrerebbe un impegno economico notevole e probabilmente sproporzionato anche nei riguardi del risultato finale. Non posso quindi che concordare con la soluzione decisa da ASA e che si basa sulla ricostruzione delle condotte limitatamente a quelle piรน obsolete e malmesse, sulla riparazione sollecita delle rotture maggiori e soprattutto nel migliorare l'approvvigionamento d'acqua in modo da poter disporre di portate atte coprire anche le rilevanti perdite che รจ necessario tollerare. Se ne deduce che la cosa fondamentale per l'Elba sia sempre la stessa e cioรจ il riuscire a reperirvi la maggior portata d'acqua possibile. Bisogna perรฒ tenere in debito conto la caratteristica fondamentale dei consumi idrici elbani che provocano sistematicamente crisi limitate ad un periodo massimo pari a solo una quarantina di giornate estive mentre per il restante lungo periodo la attuale disponibilitร  d'acqua potabile supera il fabbisogno ed ancor piรน lo supererร  quando saranno portati a termine i lavori previsti nel programma ASA di breve termine sopra indicato che riguardano sia le fonti locali, sia il rifacimento di condotte colabrodo e sia infine il miglioramento della distribuzione idrica e della pressione di esercizio. E' questo un argomento importantissimo da tenere sempre in mente e che pertanto ritengo opportuno ribadire: per 320 giorni all'anno l'Elba dispone di molta acqua potabile! La conclusione cui si perviene รจ ovvia. L'acqua che prima di tutte le altre acque deve essere conservata per far fronte ai 40 giorni di crisi, deve per forza essere questa e non quella di qualsiasi altro tipo. Ne discende immediatamente che gli invasi da costruire sono senza alcuna possibile alternativa, serbatoi d'acqua potabile! Quanto esposto costituisce la prova inconfutabile che, prevedere come ha fatto ASA di realizzare il necessario invaso tramite una ventina di laghetti posti in superficie ed alimentati prevalentemente dalle acque di pioggia, costituisce un errore colossale pur non essendo il solo in quanto il di progetto laghetti agisce negativamente in molteplici direzioni che vanno dal degrado di tutta l'acqua potabile che si prevede dovervi accumulare per arrivare ad una vera e propria prolificazione di impianti di potabilizzazione. Ed ora, senza entrare in merito alle caratteristiche generali del serbatoio-galleria che sono visibili in internet ( [URL]http://www.altratecnica.it/indicemiscellaneanuova/indiceacquedotti/elba_giugno2005.html[/URL] ) si descrive un possibile esercizio di un primo breve tronco di un serbatoio scavato nella roccia del M. Capanne, a sezione circolare, rivestito internamente in calcestruzzo e verniciato con strati epossidici e quindi perfettamente impermeabile. Nella sua prima fase risulta sufficiente una capacitร  complessiva di soli 100000 mc di acqua potabile la quale, secondo quanto prima indicato, sarebbe direttamente ed esclusivamente prelevabile dalla rete acquedottistica. In tal modo e senza bisogno di filtri, di depuratori ecc. ecc. ma eventualmente con un solo apparecchio di disinfezione atto a garantire nel tempo la salubritร  dell'acqua, si potrebbe coprire ampiamente i maggiori consumi dei famosi 40 giorni estivi e quindi ovviare alle attuali gravi crisi. Interessante notare le modalitร  di esercizio. In dettaglio durante tutto l'anno la valvola automatica di collegamento della rete acquedottistica con il serbatoio-galleria si aprirร  solo quando la pressione di rete supera un determinato valore ottenendo il duplice vantaggio di accumulare tutto e solo il surplus di portata ed inoltre di contribuire efficacemente ad abbassare la pressione di rete tutte le volte che questa tende ad assumere valori troppo elevati. Ciรฒ significherebbe aver realizzato in buona parte quella regolazione automatica della pressione di rete di cui si รจ parlato all'inizio della presente nota e che determina una diminuzione razionale delle perdite occulte di rete. In conclusione un duplice vantaggio: regolarizzare sia la portata che la pressione di esercizio dell'intero acquedotto elbano con immediata riduzione delle perdite occulte di rete ed al tempo stesso raccogliere ed accumulare tutta l'acqua, assolutamente potabile, necessaria e sufficiente per aver ragione dei disservizi estivi che oggi affliggono il servizio idrico d'Elba. Nulla esclude che dopo qualche anno, se i buoni risultati risultano confermati, si possa ampliare il serbatoio costruendone ulteriori trinchi ed utilizzando anche acqua l'piovana caduta nel periodo autunno invernale che ne risulta assai ricco. VEDUTA PROSPETTICA Totalmente diverso sarebbe l'esercizio di un sistema acquedottistico elbano che di suppone giร  dotato dei primi due laghetti superficiali compresi nel programma ASA di imminente attuazione. Con tale conformazione impiantistica si constaterebbe che nelle stagioni autunno invernali i due laghetti sarebbero sistematicamente alimentati da acqua di pioggia rendendo inutile l'utilizzazione dell'acqua potabile resa disponibile dagli acquedotti. Venendo a mancare la maggior richiesta d'acqua dalla rete, vi si manterrebbe quella esuberante pressione da cui derivano le fortissime e ben note perdite occulte ed un maggior numero di rotture delle tubazioni di cui si รจ ampiamente parlato nella prima parte di questa nota. A conclusione di ribadisce che la costruzione di un piccolo tratto di galleria-serbatoio costituirebbe il deposito ideale di quellโ€™acqua potabile di cui lโ€™Elba รจ cosรฌ ricca nelle stagioni autunno invernali da doverla disperderla sulle strade . Si รจ spiegato come la a condizione per farlo sia la costruzione di serbatoi per acqua potabile in grado di raccogliere il surplus dโ€™acqua resa piรน consistente mediante una consistente riduzione delle perdite che il sistema garantirebbe. Una descrizione piรน completa dellโ€™intervento proposto รจ visibile cliccando [URL]http://www.altratecnica.it/indicemiscellaneanuova/indiceacquedotti/elbacrisi2011.html[/URL] E' presente anche una figura esplicativa
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