Così parlò, il Presidente Luciano Guerrieri, in una intervista rilasciata alla nostra Valentina Caffieri per OgniSette.
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E ora invece arriviamo a Rio Marina e Cavo, quali sono gli interventi fatti e quelli in previsione?
«Il piano regolatore vigente è ormai esaurito, nel senso che tutti gli interventi possibili sono stati fatti: è stato rifatto il pontile di Cavo e ripristinato l’attracco per le navi, a Rio Marina è stato fatto l’adeguamento tecnico funzionale del porto per la messa in sicurezza con l’allungamento del molo di sottoflutto e la costruzione di un riccio di testata e, su indicazione della sovrintendenza, sono stati sostituiti i tetrapodi messi inizialmente con massi naturali. Però l’adeguamento è stato eseguito in forma ridotta rispetto alle previsioni.
Intanto è in corso la procedura di approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, che prevede la creazione di porto turistico e la costruzione di un nuovo porto con due banchine, collocato nella zona verso Vigneria. Fra le condizioni di approvazione del nuovo PRG ci è stato chiesto di valutare una viabilità alternativa all’attuale e di demolire ma ricostruire parzialmente il pontile di Vigneria, dato il suo particolare valore di archeologia industriale».
I tempi di attuazione del nuovo porto di Rio Marina?
«E’ difficile fare una stima esatta dei tempi di attuazione perché siamo ancora nella fase dei vari passaggi amministrativi per l’approvazione del Piano Regolatore, che poi si sommano ai tempi previsti per gli approfondimenti e gli studi dettagliati, alle procedure di affidamento dei lavori e a quelli di realizzazione.
E’ più facile fare una stima dei costi che, secondo i calcoli fatti, ammontano a circa 31milioni di euro, esclusi i costi per la sicurezza e le spese impreviste. Per i tempi tecnici di realizzazione materiale dell’opera invece, una volta che il nuovo piano regolatore sarà approvato e che ci sarà il progetto esecutivo, i tecnici, per esempio, per un progetto simile qui a Piombino, hanno calcolato circa 27 mesi, ma l’esperienza mi induce a dire che i tempi poi si dilatano sempre rispetto alle previsioni iniziali e che quindi non è possibile fare dei calcoli esatti».
Dall’ipotesi di progetto che avete previsto all’interno del nuovo PRG di Rio Marina risultano varie opere, una riguarda la riqualificazione della zona dei Voltoni, che si trovano sulla strada di accesso all’attuale porto di Rio Marina, ma nel frattempo sarebbe possibile procedere alla riqualificazione di quella zona?
«Certo, i Voltoni sono un’opera già esistente, per ristrutturarli non occorre che sia già approvato il nuovo piano regolatore, l’unica cosa è che in quella zona si sovrappongono le competenze perché c’è anche il Demanio e quindi bisognerebbe acquisire quelle strutture dal Demanio.
Il Piano regolatore serve per cambiare funzione e aggiungere opere e non è detto che tutto quello che è contenuto del Piano regolatore venga realizzato necessariamente come previsto. Il PRG fa una previsione generale, ovviamente fornendo delle opportunità ed escludendo ciò che risulta non idoneo, ma è solo una previsione di massima. Il progetto esecutivo è tutt’altra cosa. In questa fase in cui ancora il nuovo PRG non è stato approvato non possiamo fare studi e approfondimenti dettagliati, ma solo dopo.
Insomma con il PRG si fanno delle valutazioni di massima. Dopo l’approvazione allora sarà possibile un vero e proprio progetto esecutivo, che tenga anche conto delle varie criticità emerse e con studi approfonditi da tutti i punti di vista, tutto può essere modificato e migliorato».
Ma nell’attesa che il nuovo PRG del Porto di Rio Marina e delle relative fasi per un progetto esecutivo della nuova opera, sarebbe possibile nel frattempo ampliare lo spazio dedicato ai posti barca con l’immissione di altri pontili galleggianti nello specchio acqueo, che nel frattempo è stato in parte messo in sicurezza con l’allungamento del molo di sottoflutto e con la nuova scogliera?
«Si, si potrebbe fare perché i pontili galleggianti sono degli elementi mobili e per loro posa non è necessario il piano regolatore. Serve però un progetto e bisogna verificare se ci sono le condizioni di sicurezza, se lo spazio disponibile previsto è stato già stato esaurito o no. Verificata la disponibilità potrebbe presentare un progetto o chi gestisce i pontili, il Comune o anche l’Autorità portuale.
Ovviamente il progetto dovrebbe contenere degli studi e delle valutazioni e dovrebbe avere anche l’approvazione della sovrintendenza, ma si tratta sicuramente di un progetto con procedure molto più brevi perché comunque si tratterebbe di una riorganizzazione dei pontili galleggianti già esistenti, che potrebbero essere collocati anche in posizioni differenti. Si tratterebbe di riesaminare questa questione anche alla luce degli eventi meteo marini passati e degli attuali».
Piombino 30.03.2011
