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Andrea da Andrea pubblicato il 16 Agosto 2011 alle 15:51
Mi è stata negata la possibilità di perforare un pozzo ad uso domestico perché il caso volle che il mio terreno rientrasse nella zonazione “c” delle norme attuative dell’ente parco , per i meno esperti riporto la descrizione di tali zone : “sono ambiti caratterizzati dalla presenza di valori naturalistici ed ambientali inscindibilmente connessi con particolari forme colturali, di produzione agricola od a particolari modelli insediativi o da forme significative di presidio ambientale. Gli usi e le attività compatibili sono quelli coerenti con le finalità di manutenzione, di ripristino e di riqualificazione delle attività agricole e forestali, degli elementi e dei segni fondamentali del paesaggio naturale ed agrario, di conservazione della biodiversità e delle componenti naturali in esse presenti” Quindi dovrei essere incentivato a mantenere , curare ed incrementare le culture in essere , ma…. per assurdo devo veder seccare tutto, perché non potendo usare l’acqua erogata dall’Asa sia per una questione economica ed ultimamente, data la carenza idrica. per l’inevitabile divieto all’ ’uso dell’acqua per orti e frutteti, queste lungimiranti norme attuative dell’ente parco (tra i loro scopi primari vi è quello di voler preservare il territorio per le generazioni future) prevedono, dal dicembre 2009, il divieto assoluto di perforazione di pozzi ad uso domestico su TUTTO il territorio rientrante nel perimetro del parco, senza alcuna distinzione tra zone costiere e zone dove, certificato da competente relazione geologica, la perforazione di un pozzo ad uso domenstico non comprometterebbe alcunchè……… Ricevuto il divieto alla perforazione del pozzo ad uso domestico, ho inoltrato le mie osservazioni all’Ente Parco , rilevando il controsenso delle norme, che se da una parte vogliono incentivare le attività agricole dall’altra dovrebbero renderle possibili; la risposta dell’Ente è arrivata puntuale ed incisiva : “ le sue osservazioni pur pertinenti non risultano esaustive e comunque sufficienti ribaltare le motivazioni di carattere strettamente di tutela ambientale che osterebbero al rilascio di un parere favorevole in merito alla perforazione di un pozzo ad uso domestico” Ad ogni buon fine, se le mie motivazioni non sono state esaustive e tantomeno sufficienti , sinceramente anche l’Ente parco non mi ha chiarito come posso fare ad incrementare e tutelare le piantagioni esistenti senza acqua… ma si sa…. c’è un divieto e non bisogna chiedersi il perché, ma aspetto con ansia la chiusura di tutti quei pozzi perforati nella zona costiera per i quali sempre le, ormai per me famose, norme attuatitve ne prevedono la progressiva chiusura “graduata nel tempo in considerazione della condizione qualitativa della risorsa idrica sfruttata,della natura dell'utilizzo della risorsa e della possibilità di sostituire la risorsa prelevata con fonti alternative”ed è proprio la natura “della fonte alternativa” che mi incuriosisce, e di cui spero quanto prima l’ente Parco mi sveli la natura. Concludo dando una triste notizia, Il nonno Buonsenso e la nonna Coerenza sono morti privi di eredi …..e i loro preziosi beni si sono persi all’interno di norme, regolamenti, leggi, divieti, ed alla stregua dell’ambiente, tali doni andrebbero recuperati, tutelati, salvaguardati, incentivati, per farne dono alla comunità tutta , presente e futura.
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