ACQUA POTABILE : STRANEZZE INCOMPRENSIBILI E SOLUZIONI POSSIBILI
Nei riguardi di un servizio cosรฌ importante come quello del rifornimento idrico trovo nell'Elba delle cose che veramente non capisco.
Soprattutto รจ da rilevare una constatazione veramente ovvia ma che molti sono riusciti a percepire solo a seguito di una crisi come quella attuale. Ma come, non si sapeva che il rifornimento elbano era appeso ad un filo esilissimo e che bastava un nulla perchรฉ detto filo si spezzasse e si arrivasse alla catastrofe? Forse non si sapeva da anni che nella realtร a salvare l'Isola da episodi drammatici come quello odierno รจ stata solo una provvidenziale ed abbondante pioggia estiva venuta a cadere proprio nel momento opportuno? Non si saperva che il tempo atmosferico fa le bizze e non risponde ad alcuna regola?
Ed ancora non si sa che la Val di Cornia non รจ in grado di fronteggiare i consumi massimi estivi, non si sa che l'Elba รจ alimentata da una condotta sottomarina che, come tutte le strutture vecchie, puรฒ anche rompersi?
Non parliamo dell'aspetto igienico. Qualche mese fa si sono versati fiumi di inchiostro per alcune percentuali di boro che gli elbani digeriscono da decenni. Attualmente con la crisi presente sappiamo benissimo che gli addetti ai lavori sono costretti a raschiare il fondo del barile raccattandovi anche i rimasugli ed allora si conosce bene la qualitร della poca acqua che oggi arriva nelle case?
Qualche amministratore ora pone l'accento sul fatto che il suo territorio sarebbe in grado di autoalimentarsi da solo: ma nรฉ รจ proprio sicuro, soprattutto รจ sicuro che la siccitร non abbia a durare ancora mettendo tutte le fonti in una crisi ancora peggiore di quella attuale?
A mio avviso quello che manca รจ un'idea chiara di come deve essere costituito un servizio idrici degno di questo nome. Ci sono alcune regole sulle qual non si puรฒ transigere. Ad esempio non si puรฒ ammettere che il servizio sia privo, come all'Elba, di una doppia o tripla alimentazione diversificata in modo che mancando l'una sia pronta l'altra a subentrare ed offrire un'alternativa valida. Mi sapete dire che alternativa possiede l'Elba ad una rottura della condotta sottomarina, oppure ad una siccitร come quella attuale oppure all'inquinamento di un campo pozzi? La risposta รจ la seguente: alternativa nessuna ma invece rischi di panne tantissimi essendo, come detto, il servizio appeso ad un filo.
Anche la richiesta avanzata da piรน parti del risparmio idrico รจ, a mio avviso, un controsenso. Ma come si fa a presentare una zona turistica di primaria importanza con la pregiudiziale di non poter usare a piacimento l'acqua?
Il problema, si obbietta, รจ insito sulla possibilitร di risolverlo. Anche qui non si hanno ben in mente i termini del quesito che sono questi. In tutte le stagioni l'Elba รจ ricchissima d'acqua: si sono avuti allagamenti per la troppa pioggia, ci sono fossi che scaricano annualmente a mare quantitativi enormi d'acqua buonissima. Le difficoltร sono concentrare e limitate ad una quarantina di giorni con probabili forti siccitร e una aumentata presenza di utenti. La soluzione รจ giร delineata: provvedere nell'immediato a raccogliere l'acqua quando c'รจ e conservarla per coprire abbondantemente i famigerati 45 giorni salvo a mano a mano aumentare il deposito fino a raggiungere l'autonomia. Tutto lร . Quale seconda riserva di sicurezza sistemare bene o rifare la condotta sottomarina e considerarla solo dispositivo di sicurezza lasciando tutta l'acqua alla Val di Cornia che ne ha estremo bisogno.
Non si tratta di opere impossibili ma solo costose. La preoccupazione dei responsabili dovrebbe essere diretta in una sola direzione: quella del reperimento dei fondi che sono estremamente urgenti e necessari.
Per quanto riguarda il metodo di accumulo da decidere a mio avviso la direzione รจ unica ed รจ data dal sottosuolo elbano dove l'acqua trova un ambiente ideale per rimanervi a lungo protetta da ogni tipo di inconveniente.
Senza voler nominare la ma proposta, del resto visibile su [URL]http://www.altratecnica.it/indicemiscellaneanuova/indiceacquedotti/elba_giugno2005.html[/URL]
ricordo come una quindicina di anni or sono il Prof. Megale dellโUniversitร di Pisa avesse presentato una ottima soluzione consistente nel ricavare nel sottosuolo di Marna di Campo un grande serbatoio tramite una lunga serie di diaframmi di impermeabilizzazione.
Farei presente un altro particolare importante: l'opera non vร fatta tutta un una volta ma per lotti. Il primo, di modesta entitร , basterebbe da solo a risolvere il problema dei 45 giorni per arrivare poi via via fino all'autonomia totale elbana quando l'opera sarร completa.
Sussiste un altro pericolo e cioรจ lโadozione di accumuli superficiali che il territorio elbano non consente a meno di ricorrere a sistemi errati in partenza come quello di suddividere il grande invaso in tante pozzanghere che a mio avviso, costituirebbero l'ennesimo errore di procedura nella auspicata soluzione.
Marcello Meneghin
