โIl restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dellโ opera dโ arte nella sua consistenza fisica e nella duplice polaritร estetico-storica, in vista della sua trasmissione al futuroโ; esso โdeve mirare al ristabilimento dellโ unitร potenziale dellโopera dโ arte โฆ senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza can-cellare ogni traccia del passaggio dellโ opera dโ arte nel tempoโ 1963- C. BRANDI.
Nell'aprile del 1548 per volere di Cosimo I de' Medici, sotto la supervisione dell'Architetto Giovan Battista Belluzzi detto il Sanmarino, fu dato inizio alla costruzione di Cosmopoli, l'odierna Portoferraio. Nella seconda metร del 1549 ha inizio, secondo il progetto dell'Architetto Camerini, successore del Belluzzi, la costruzione del Duomo su un'unica navata. Viene ampliato e modificato poi alla fine del 500', tra il 1699 e il 1700, nel 1783 e nel corso dell'ottocento. Il 23 ottobre del 1554 il Vescovo di Massa Marittima consacrรฒ la nuova chiesa alla Nativitร della Beata Vergine Maria, affidandone lโufficiatura ai confratelli della Confraternita del Corpus Domini. Storici elbani come Sebastiano Lambardi nel 1791 e Giuseppe Ninci nel 1815 ne descrivono, nei loro scritti, le dimensioni e la collocano a levante della piazza d'arme.Nel novembre del 2010, veniamo incaricati dall'attuale parroco, Don Salvatore Gallo, ad intervenire sulla facciata principale della chiesa interessata da vistose problematiche conservative. Il primo passo รจ sta quello di indagare sulla storia dell'edifico e di rilevarlo in modo da averne una completa conoscenza, storica e geometrica. Per il rilievo dimensionale ci siamo avvalsi, della fotogrammetria, per le misurazioni principali e della geometria descrittiva per comprenderne e ridisegnarne la genesi geometrica di tutti gli apparati decorativi. Avvalendoci della collaborazione di una ditta specializzata nel restauro dei materiali lapidei di Firenze, abbiamo effettuato alcuni saggi in diverse parti dellโintonaco della muratura, da noi individuate come rappresentative della totalitร materica dell'architettura.
Lo studio approfondito, dei vari strati materici della malta di intonaco, ci ha permesso di delineare una mappatura dei materiali presenti in facciata e di individuarne la stratigrafia cromatica originaria.La conoscenza dei materiali su cui dovevamo operare ci ha dato modo di creare un mirato ma ipotetico piano di intervento, in attesa del montaggio del ponteggio che ci avrebbe messo direttamente a contatto con le problematiche conservative della facciata. Successivamente con il montaggio degli impalcati di servizio abbiamo potuto analizzare da vicino i problemi statici e conservativi esistenti. Le maggiori problematiche interessavano gli stucchi e tutto l'apparato decorativo, composto in parte dal grassello di calce originario e in parte (purtroppo) da malta di cemento che a causa dei sali contenuti al suo interno ha favorito con il tempo il distacco degli stessi.Anche una buona parte dell'intonaco che componeva le specchiature era costituito da malta cementizia che si presentava completamente distaccata dal supporto sottostante. Il primo intervento eseguito รจ stato quello della pulitura e lavaggio di tutta la superficie della facciata utilizzando acqua, spugna e spazzola, tale intervento (โleggero e non invasivoโ) ci ha permesso di togliere la vecchia pittura oramai distaccata dal supporto sottostante senza danneggiare lโintonaco originale composto da malta di calce. Successivamente sono state rimosse tutte le decorazioni e le cornici pericolanti, mentre siamo andati a conservare e rinforzare, attraverso resine e perni in acciaio inossidabile, tutte le parti decorative recuperabili conservandone la loro originalitร .Un intervento molto difficoltoso รจ stato la messa in sicurezza e il restauro delle due statue poste alla base del timpano, che rappresentano San Sebastiano martire, sulla destra, e San Giovanni Evangelista, sulla sinistra.Le statue sono costituite in cemento e armature metalliche dellโepoca risalenti alla fine dell'ottocento, ed essendo state continuamente esposte alle intemperie, i ferri al loro interno si erano ossidati provocando la rottura della malta con il conseguente distacco di molte parti delle stesse. Un'attenta analisi materica eseguita insieme ad un restauratore specializzato, ci ha dato l'opportunitร di programmare un puntuale restauro e consolidamento strutturale di entrambe le statue. Altra decisione importante รจ stata quella di rimuovere totalmente la malta cementizia presente in facciata, riducendo cosรฌ in modo considerevole la presenza di sale, integrando il tutto con malta di calce, completamente priva di sali, decidendo di mettere in opera un intonaco il piรน vicino possibile alle caratteristiche dellโesistente. I portali di ingresso alla chiesa sono stati completamente sabbiati per asportare i diversi strati di idropittura che li ricoprivano.La struttura originaria degli stessi รจ in pietra serena, tipica delle architetture toscane; purtroppo i molteplici strati di pittura hanno favorito il processo di solfatazione, cioรจ della trasformazione del carbonato di calcio in gesso che aveva completamente disfatto la pietra sottostante. I portali sono stati restaurati cercando di riconsolidare la vecchia pietra oramai sfaldata con materiali specifici e di risanamento. Il rosone posto in alto nel centro della chiesa, una volta ripulito, รจ risultato essere in cotto di una bellezza tipologica e decorativa unica nel suo genere.Abbiamo cosรฌ deciso di riportarlo alla luce nel suo antico splendore, evidenziando il materiale originario, la sua decorazione, e riproponendo sullo sfondo i motivi pittorici del โfinto vetroโ ricreando cosรฌ la sua originaria sensazione di โprofonditร โ. Infine la scelta del colore รจ scaturita dallo studio delle sezioni sottili evidenziate dalle analisi effettuate in laboratorio specializzato. La scelta della patinatura finale della tinteggiatura รจ stata fatta per riproporre lโeffetto dei vecchi intonaci a calce storicizzati.
[COLOR=darkblue]1964- CARTA DI VENEZIA
Scopo del restauro โรจ di conservare e di rivelare i valori formali e storici del monumentoโ; esso โsi fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autenticheโ. [/COLOR]
[COLOR=darkblue]Architetti Federico Mazzei e Alessandro Pastorelli [/COLOR]
