[SIZE=4][COLOR=darkred]Cacche e vespasiani [/COLOR] [/SIZE]
In questi giorni di eccezionale calura estiva, per le strade della cittร , e non solo in qualche luogo solitario della periferia, รจ molto forte l'odore di cacca e di urina. Chiunque cammini o passeggi, puรฒ notare distintamente l'impronta nerastra sul nero dell'asfalto o sul rosso delle mattonelline del salotto buono lasciata da un bisogno espletato contro il muro, vicino a un angolo di strada, sempre piรน spesso in luoghi per nulla appartati.
Che sia opera di soli quadrupedi รจ spesso dubbio. Certo รจ che per poter fare la pipรฌ un qualunque cittadino รจ costretto a entrare in un bar, pagando il pedaggio di un caffรจ, di un bicchier d'acqua o di un succo di frutta per il bambino. Chi non accetta lo scambio caffรจ-pipรฌ - non ha altra risorsa che le vie della cittร o il viale alberato che porta alle Ghiaie giardini compresi. Sono infatti scomparsi da tempo dallโItala patria i vespasiani di antica memoria, gli orinatoi a forma di edicola, o di torretta, che si trovavano fino a vent'anni fa in quasi tutte le cittร pubbliche, e sono scomparsi anche quelli โa noloโche il comune metteva sul piazzale della Linguella durante le feste e le manifestazioni oppure a S. Martino vicino alla villa Napoleonica. I gabinetti pubblici, quando ci sono, o sono aperti a singhiozzo oppure se ne stanno nascosti vicino alla sala dโaspetto dei pulman in una zona turisticamente semisconosciuta di un porto in pieno degrado ma dalle gradi prospettive future , lontano dagli sguardi ed i bisogni della gente. Ma anche in questo caso l'assessore preposto dirร che la colpa รจ dellโincuria dei cittadiniโฆ.ti sembrava? ๐
