Ci rubano il territorio.
E quindi il futuro
โTra i primati alla rovescia di cui possiamo vantarci cโรจ anche quello di essere i maggiori produttori-consumatori di cemento nel mondo, due-tre volte gli Stati Uniti, il Giappone, lโUnione Sovietica: 800 chili per ogni italiano. E lo spreco porta al consumo irreversibile di quella risorsa scarsa e irriproducibile che รจ il territorio. Gli esperti calcolano che nellโultimo trentennio abbiamo sommerso sotto cemento e asfalto un quinto dellโItalia (circa sei milioni di ettari): e che andando avanti con questo ritmo, tra tre o quattro generazioni tutta lโItalia sarร consumata e finita, ricoperta da un capo allโaltro da unโininterrotta e repellente crosta edilizia e stradale, con tutte le catastrofiche conseguenze immaginabili, inquinamento, dissesto idrogeologico, cancellazione di paesaggio e natura. LโItalia รจ dunque un paese a termine, dalla topografia provvisoria, che si regge su un avverbio: questa foresta non รจ ancora lottizzata, quel centro storico รจ ancora ben conservato, questo tratto di costa non รจ ancora cementificato ecc. E lo diciamo ben sapendo che il peggio deve ancora venire.โ
