[SIZE=4][COLOR=darkred]WATER FRONT/ 3 “ LA SORPRESA “ [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkred]di Giovanni Muti [/COLOR]
Abbiamo appreso che nei lavori previsti dalla variante, che modificherà in modo definitivo la costa da Portoferraio a S. Giovanni, non è inclusa la gigantesca colata di cemento che trasformerà Calata Italia in un parcheggio per auto e autotreni. E’ esclusa, potrebbe dire l’Arch. Parigi perché il Water Front pianifica la costa che va del palazzo Coppedé a S. Giovanni.
Questo è vero nel senso che nella cartella che contiene tutti gli elaborati che riguardano Water Front non ci sono quelli che riguardano il piazzale di preimbarco che è in altra cartella. Sono infatti due progetti distinti di cui l’ultimo è ormai in fase di realizzazione. E fin qui ci siamo .
Ma nella realtà il lavori , che riguardano la “sistemazione” complessiva della costa, partono dalla banchina di alto fondale e quindi includono Calata Italia. La stessa Amministrazione spiega che si tratta di un’ idea che tenta di realizzare ( utopisticamente direbbe Peria ) una sistemazione organica del tratto di costa che dalla Punta del Gallo arriva fino a San Giovanni. Da un punto di vista urbanistico, si tratterebbe di una fascia urbana che con i suoi viali e palme nane realizzerebbe un specie di ricucitura ( ridirebbe Peria ) tra il centro storico e la sua periferia.
Questa gigantesca colata non poteva essere ignorata , anche perché sarà attraversata dalle piste ciclabili che saranno percorse da portoferraiesi e turisti felici di corre sul nuovo cemento gettato “là dove una volta c’era il mare “( direbbe Celentano)
Quindi, se veramente , l’ Amministrazione ha l’intenzione di far capire alla gente cosa sta accadendo, e cosa accadrà in futuro , allora dovrebbe mettere in evidenza soprattutto le grosse trasformazione che la costa subisce e subirà: quelle che la modificano in modo importante e definitivo, che ne stravolgono il carattere e la fanno diventare una cosa diversa. L’amministrazione ha obbligo , soprattutto morale, di evidenziarle e spiegare . Non nasconderle. Invece Peria, nel video di presentazione , pronuncia 5 volte la parola UTOPIA e neanche una volta CALATA ITALIA.
Allora, perché un intervento così importante è stato lasciato fuori?
A nostro avviso, quella che noi chiamiamo “COLATA ITALIA” è stata lascata fuori perché essendo interconnessa ( com’ è banalmente logico) con il progetto Water Front si correva il rischio di far emergere un errore gravissimo. Potremmo dire uno strafalcione nell’impostazione della stessa variante
Il Piazzale di preimbarco, infatti, doveva sorgere prima che le auto si riversino nell’unico asse stradale che conduce al Porto e nel centro storico. Solo che la posizione naturale di questo piazzale, e delle corsie separate per raggiungere il porto, sono nei terreni dell’ Esaom e quindi non si è potuto fare
Se l’Amministrazione avesse potuto farlo, si sarebbe risolto il problema del traffico che adesso, e in futuro, si riverserà nell’asse stradale Via Manganaro - viale Carducci che le auto devono percorrere per raggiungere il piazzale di Preimbarco di Calata Italia , intasandolo e bloccando, anche il traffico in direzione del centro storico. E poi si sarebbe salvata Calate Italia dall’orrenda cementificazione e risparmiati milioni di euro
Adesso su questo punto , e solamente si questo , dobbiamo porci una domanda :
Pur riconoscendo che è normale che l’Amministrazione cerchi di incontrare gli interessi di operatori che promettono di creare posti di lavoro, dobbiamo chiederci se è giusto che si arrivi fino al punto di danneggiare gravemente l’immagine della città e condizionarne negativamente il suo sviluppo per sempre ? Anche perché si sta scambiando una parte del territorio, la sua fisionomia, e anche la sua funzione, con delle promesse. Si parla a infatti 350 posti di lavoro. Sembrano troppi anche come semplice promessa.
