Leggo (e condivido) il tuo post e ritorno indietro di quasi 30 anni, quando mio fratello fu colpito da questo infame e tremendo cancro ai polmoni, ricordo le corse a Pisa, a Milano, a Bologna, Pisa,Pisa... sempre nella speranza che qualcuno ci desse un minimo di speranza. Era il 12 Agosto, un caldo che ricorderรฒ sempre, lโaria condizionata in macchina era un sogno, viaggiavo sullโautostrada con i finestrini aperti, ero giร stato a Milano due giorni prima a far visionare le lastre ad un famoso oncologo, un mio parente mi indirizzo a Bologna, conosceva questo professore al centro ricerche, arrivai allโospedale di Bologna con le stesse lastre che mio fratello aveva fatto a Portoferraio, il primario della clinica, una persona distinta, magro, pallido in viso, capelli corti bianchi e ben curati, una persona che nonostante sia stato il primario e una personalitร dellโospedale, era lรฌ anche nei giorni di ferragosto, mi accolse nel suo studio e appena vide le lastre anche lui diventรฒ subito silenzioso, eppure ne vedeva pazienti con questa brutta malattia ma non si spiegava come era possibile, un altro Elbano con lo stesso problema era in quella clinica al momento e altri ne aveva avuti poco tempo prima, ricordo le sue parole: ma comโรจ possibile, nella vostra isola, neppure 30.000 abitanti, non avete industrie, smog da traffico, lโaria pulita, il verde dei boschi, il mare pulitissimo, il sole, eppure avete una percentuale altissima di tumori, non continuo questa triste storia che porto sempre dentro, ma quando guardo il cielo e vedo tutti questi aerei che ci passano sopra a centinaia, mi ritorna in mente quel momento, rivedo il professore nel suo camice bianco, il volto tristeโฆ. le sue parole โฆโla vostra isolaโฆ lโaria pulitaโ!
