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Una questione di civiltร  da Una questione di civiltร  pubblicato il 4 Luglio 2011 alle 7:40
[SIZE=4][COLOR=darkblue]CARO AMICO SINDACO TI RACCONTO UNA STORIA [/COLOR] [/SIZE] [COLOR=darkblue]Signore mi aiuta per cortesia?[/COLOR] - queste le parole che un diversamente abile mi ha rivolto questa mattina in Viale Manzoni. Il giovane in evidente stato di difficoltร  doveva scender dalla sua auto con la carrozzella per disabili, ma il parcheggio era talmente precario che lo sportello dellโ€™auto non si apriva completamente rendendo ancora piรน difficoltoso per il ragazzo scendere dallโ€™auto e quindi accedere al portellone posteriore per prendere la sua carrozzella, unico mezzo motorio a sua disposizione visto che il destino gli aveva vigliaccamente tolto lโ€™uso degli arti inferiori , mi sono guardato attorno ma purtroppo i parcheggi riservati ai disabili erano occupati da due auto senza contrassegno che probabilmente occupavano quei posti abusivamente. Ho aiutato volentieri il giovane e dopo molte peripezie ce lโ€™abbiamo fatta, lui sulla sua carrozzina, ed io che me ne andavo con il pensiero di come avrebbe potuto risalirvi dopo aver fatto le sue commissioni. Ecco Caro Sindaco, questa รจ una delle tante storie probabilmente a te sconosciute , infatti nella nostra supertecnica -turistica cittร  di Cosmopoli intenta al rilancio della sua immagine, non si รจ mai pensato in maniera risolutiva ad un controllo capillare dei posti auto riservati ai diversamente abili e cosa ancora piรน grave al totale abbattimento delle barriere architettoniche. Vedi caro amico Roberto, quando si parla di barriere architettoniche il pensiero corre veloce agli accessi al mare, oppure a scale troppo ripide per le ruote di una carrozzina, piccoli esempi che nascondono, una complessitร  problematica molto piรน articolata e radicata nella nostra cultura cittadina. Ho detto proprio culturale, perchรฉ di questo si tratta: di una abitudine mentale che porta gli amministratori a snobbare lโ€™esistenza di tali ostacoli, impedimenti reali della tanto inneggiata integrazione. Caro Roberto , le barriere architettoniche, per rimuoverle non servono le belle parole o quella legge mai osservata che ne obbliga lโ€™abbattimento. Serve educazione ed amore per il prossimo e nel loro caso specifico un grande rispetto per quel ceto di persone che hanno piรน diritto di noi a vivere la propria vita in maniera decorosa senza ricorrere a pietismi umilianti. Amico sindaco lascia un attimo la tua auto e facciamo isieme , se vuoi, una passeggiata per la cittร  immedesimandoci in uno di questi amici sfortunati( ricordi? io l'ho fatto per Teletirreno ) . Ci accorgeremo insieme di come sia difficile percorre i nostri marciapiedi di Via Carducci , Via manganaro, le calate a mare con tavoli merci ed ombrelloni che occupano lo spazio pedonale, e dove persino entrare in un esercizio commerciale, per acquistare una oggetto o per prendersi un caffรจ, sia in alcuni casi unโ€™impresa. Eppure gli scivoli costano soltanto poche centinaia di euro ma ad averceli sono davvero in pochi. โ€œNon ci abbiamo mai pensatoโ€ mi disse tempo indietro imbarazzato un commerciante, rispondendo alla provocazione sul perchรฉ non avesse rimosso le barriere, mentre un altro sorridendo sbottรฒ quasi scocciato โ€œNon ce nโ€™รจ bisogno, se un disabile vuole entrare nel mio negozio sono io ad aiutarlo.โ€ Come se lโ€™accessibilitร  fosse una concessione, un privilegio e non un diritto. Le contraddizioni piรน lampanti Roberto, si raccolgono in quegli esercizi che esercitano funzioni sociali centrali, come alcune farmacie, banche o uffici comunali . โ€œSi parla spesso dellโ€™abbattimento delle barriere architettoniche. Ma la nostra รจ solo una falsa indipendenza.โ€ [COLOR=darkblue]Cosรฌ mi diceva stamani quel ragazzo in carrozzina raccontandomi dโ€™aver perso il conto delle troppe discriminazioni e umiliazioni subite, ecco Roberto questa รจ la summa di una veritร , tragicamente culturale e tutta elbana [/COLOR] . ๐Ÿ™ F.Prianti
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