NON BUTTIAMO AL VENTO 300 MILIONI
In cifre, si scrive: 300.000.000,00. Trecento milioni di euro, pari a seicento miliardi delle vecchie lire. Trecento milioni di denaro pubblico, di soldi nostri.
Sono quelli che il governo Berlusconi ha deciso di sperperare, a carico di tutti noi cittadini e contribuenti, di destra, di centro o di sinistra, per separare il referendum del 12 e 13 giugno dal voto delle ultime elezioni amministrative che da Milano a Napoli ha investito il centrodestra con la forza dโurto di una valanga.
Lโha fatto per boicottare il quorum del 51% degli elettori, senza il quale la consultazione non sarebbe valida. Perchรฉ teme il responso popolare. Ha paura di essere sconfitto sul nucleare; sulla privatizzazione dellโacqua e, soprattutto, sul legittimo impedimento che consente al presidente del Consiglio di non andare in tribunale per rispondere alle accuse della magistratura o di andarci se e quando gli pare. E perciรฒ ha tentato spudoratamente di espropriare gli italiani di un diritto fondamentale, garantito dalla Costituzione.
Non รจ giร questo un primo motivo, piรน che valido e sufficiente, per andare alle urne? Per dire Sร o NO ai quesiti referendari. Per riappropriarsi โ appunto โ di un diritto costituzionale ed esercitarlo liberamente. Per non sprecare altri trecento milioni di denaro pubblico, a cui bisognerร aggiungere ora i costi delle nuove schede. Per dire, insomma, al governo: giรน le mani dal referendum.
