Qualche giorno fa รจ uscito un articolo sul Corriere Fiorentino che si chiedeva come mai la Regione Toscana investa sul turismo GLBT. "E che, i gay non prendono il sole come gli altri?". Ho provato a rispondere allo spiritoso redattore come segue. Il ...turismo religioso nel mondo fattura circa 18 miliardi di dollari allโanno per raggiungere i quali รจ necessario movimentare 300 milioni di pellegrini. Il fatturato annuale del turismo GLBT (acronimo che sta per โGay, Lesbian, Bisexual, Transgender) ammonta invece, secondo una stima non recentissima (2007) e quindi approssimata per difetto, a 55 miliardi di dollari annui con un movimento di 70 milioni di turisti. Ogni pellegrino vale 60 dollari, ogni turista GLBT di dollari ne vale invece 786. Questa la risposta dei numeri (in America li chiamano โpink dollarsโ) al curioso articolo di Matteo Orsucci che, sul Corriere Fiorentino di ieri, si chiedeva perchรฉ mai la Regione Toscana abbia deciso di investire sul turismo gay e che cosa addirittura sia, il turismo gay. La realtร รจ che dietro queste domande, per rispondere alle quali basterebbe dedicare solo pochi minuti e una semplice visita su Google, si nasconde una nemmeno troppo sottile omofobia. Lโomofobia - che non va confusa con la violenza omofobica - รจ un sentimento. E questo sentimento รจ la norma e non lโeccezione in un Paese che in nome dellโeconomia ha accettato di tutto (incluso consentire serenamente a un dittatore svitato e sanguinario di mettersi a fare campeggio in pieno centro di Roma) ma che non esita a mettere a rischio le centinaia di posti di lavoro creati in Sicilia (!) da unโazienda svedese solo perchรฉ la medesima azienda utilizza anche in Italia, come si fa nel resto dellโoccidente, una coppia gay come esempio di famiglia per la sua pubblicitร . โSarร mica che i gay prendono il sole in modo diverso?โ si chiede Orsucci. Lo rassicuro: i gay prendono il sole come gli altri. Se non che, quando lo fanno, spendono molto di piรน e meglio di molte altre categorie di turisti: questo lo hanno capito numerose localitร e regioni che su questo interessante segmento di mercato hanno fatto grossi investimenti. Dopodichรฉ, al di lร dellโinvestimento, รจ necessario creare ambienti che siano attrattivi per quel segmento di clientela. Fare in modo che se due uomini o due donne chiedono una stanza matrimoniale, per esempio, lโalbergatore non li piazzi automaticamente in una doppia con un marmoreo comodino centrale. O essere certi che se i due decidono di darsi castamente la mano per strada a nessuno salti in mente di insultarli - come รจ accaduto a Paola Concia e alla sua compagna Ricarda a Roma qualche settimana fa - o, peggio ancora, di malmenarli. O dove i poliziotti sono stati formati specificamente per proteggerli e i negozianti e i ristoratori educati appositamente per sorridergli. Insomma, se i gay e le lesbiche non possono sempre scegliere dove vivere, possono almeno scegliere dove andare in vacanza. E vanno preferibilmente verso quei luoghi dove sono loro garantiti uguali dignitร e rispetto. Si comincia con lโessere riconosciuti, a partire dalle proprie specificitร . Lโuguaglianza non significa trattare tutti allo stesso modo, ma trattare circostanze differenti in modo differente cosรฌ da assicurare alla fine per tutti unโassoluta uguaglianza sostanziale. Vale per i cittadini, vale anche per i turisti. E conviene a tutti. Per capirlo basterebbe voler guardare alle cose - o, se non ci si riesce, almeno ai dollari - senza pregiudizi e paraocchi. Di: Ivan Scalfarotto
Fate un giro su .[URL]http://www.turismo.intoscana.it/intoscana2/export/TurismoRT/sito-TurismoRT/Tema/toscana-gay-friendly.html_151915570.html[/URL]
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