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LE GRANDI OCCASIONI da LE GRANDI OCCASIONI pubblicato il 9 Maggio 2011 alle 17:02
[SIZE=4][COLOR=darkblue]PERIA HA RAGIONE LA GATTAIA NON È UNA CAGATA PAZZESCA [/COLOR] [/SIZE] [COLOR=darkred] di zuzzy [/COLOR] Ho letto su Elbareport l’articolo di Tavanti circa il divenire della ex Gattaia e, pur non avendo niente da eccepire nella descrizione di quanto sta accadendo, non condivido il giudizio negativo che lui dà su questo intervento. Esaminiamolo da diversi punti di vista. E’ ingiusto pensare che chi ha progettato questa costruzione non ha a cuore le mura medicee della nostra città: cosa c’è di meglio, per conservarle nel tempo, di appoggiarci sopra un manufatto di cemento e mattoni che le proteggerà, almeno in quel tratto, dagli acquazzoni e dalla salsedine sollevata dalle sciroccate? E poco importa se quel pezzo di muraglione non si vede più: basta guardare un po’ più in qua ed un po’ più in là per intuire come doveva essere in origine l’intero bastione. Non è difficile e comunque ritengo che questo esercizio mentale faccia anche bene alle meningi. I soliti criticoni dicono che questa elegante struttura in cemento, mattoni e vetri stona con la maestosità e possanza della fortezza cui si appoggia. E’ vero. E allora?!? Eccola la soluzione coraggiosa e definitiva che sta maturando nella testa dei nostri Amministratori: buttiamo giù l’intera fortezza, sgomberiamo tutto quel vecchiume che, del resto, ha ormai più di cinquecento anni e mettiamo così nella meritata evidenza la nuova costruzione. Geniale, non è vero?!? E poi c’è da considerare l’utilizzo che ne verrà fatto. Era destinata ad essere occupata dai fancazzisti di un Ente che è stato recentemente soppresso, ma non c’è da preoccuparsi per questo: di carrozzoni inutili ce ne sono ancora a iosa e non sarà difficile trovarne qualche altro da allocare in quel sito, magari lo stesso di prima con il nome cambiato. Ed allora quel luogo avrà anche uno scopo sociale: consentire agli occupanti di rifarsi gli occhi e rinfrancarsi lo spirito osservando dalle vetrate gli arrivi e le partenze delle navi, il traffico delle auto, il passeggio della gente lungo la calata, il movimento delle varie imbarcazioni nella rada, etc. . Pensate che da quando una tirannica circolare (si dice voluta dal famigerato ministro Brunetta) ha proibito di giocare a carte tra colleghi durante l’orario di “ufficio” (non hanno usato il termine “lavoro” per non offendere), a questi poveri cristi non è rimasto altro che sfondarsi di giochini al computer, guardare qualche filmetto porno su internet, abbuffarsi di merendine, caffè e aperitivi nei bar vicini. Da quel posto potranno anche goder di una vista mare da hotel a cinque stelle e questo dovrebbe far loro bene, renderli se non proprio gentili, almeno meno villani ed arroganti con il pubblico. L’inefficienza purtroppo resta la stessa, ma non si può mica avere tutto!. Fortunatamente qualche persona importante della nostra Amministrazione deve avere problemi di incontinenza ed anche di diarrea cronica (uno è chiamato da sempre “Cacasotto”). In questi anni infatti la funzione sociale dei gabinetti pubblici è stata giustamente tenuta in massima considerazione. Per fare un esempio, nel progetto di restauro del Forte Inglese, il locale più grande e luminoso, il più adatto per conferenze, corsi, proiezioni, mostre, e tante altre cose simili, inutili e noiose, è stato destinato ad essere trasformato in cinque gabinetti (“pisciatoi”, per usare lo stesso gergo del nostro Tavanti). Questo dimostra l’affettuosa attenzione che viene riservata ai bisogni corporali dei futuri inquilini di quel sito storico. Considerando che non ci saranno quasi mai più di sei o sette persone presenti nel Forte, tocca quasi un gabinetto a testa. Per evitare che, in caso di attacco diarroico contemporaneo, qualcuno se la faccia addosso, stanno pensando di costruire un altri paio di cessi nel locale della antica lavanderia. E allora cosa c’è di strano a prevedere dei pisciatoi nella ex Gattaia? Ma poi, e soprattutto, non dimentichiamo la coerenza tra le promesse e le azioni di chi ci amministra. Il nostro Sindaco ha dichiarato pubblicamente che intende “cambiare il volto alla nostra città”. Qualcuno aveva capito che intendeva ripulirla, restaurarla, riportarla insomma agli antichi splendori Medicei o Napoleonici, altri pensavano che volesse comunque renderla più bella. Ma chi l’ha mai detto ?!?! Lui ha affermato solo che voleva “cambiarla”. E, porco mondo, lo sta facendo davvero. Avrete certamente visto l’allargamento di un pezzo di Calata Italia. Non importa se è inutile o addirittura peggiorativo per il traffico (comunque ci usciranno altri parcheggi a pagamento): prima non c’era ed ora c’è. Se fossi nel Consiglio Comunale proporrei di intitolare quel tratto al nostro Primo Cittadino: “Caz ..lata Peria”. Non suona bene?! Ho sentito dire che intende riempire di cemento anche l’antico porto fino alla Torre del Martello ed al Molo del Gallo e realizzare così un enorme parcheggio (a pagamento, naturalmente). Non ci credete? Nemmeno io, per la verità. Ma non dimentichiamo che nel suo primo programma elettorale c’era il progetto di creare al Grigolo dei moli d’attracco per le navi da crociera. Si sarebbe solo dovuto buttare in mare una quantità di cemento pari circa a quella necessaria per trasformare il porto in un piazzale, costruire sulla spiaggia un grande parcheggio (a pagamento, certo), spianare un centinaio di metri delle antiche mura (ce ne restavano ancora tante) per il flusso e deflusso dei pullmans . . ed il gioco era fatto. Peccato che qualche burocrate senza cervello abbia bocciato il progetto definendolo alla Fantozzi: “Una cagata pazzesca”.
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