Molte volte ho sentito dei "fratelli" dire che se potessero tornare indietro non diventerebbero più testimoni di Geova. E questo non perché abbiano smesso di credere in Dio ma perché vivono una condizione conflittuale con l'Organizzazione o, per meglio dire, con la classe di persone che la governa. Se qualcuno decide di non volere più essere un TdG si viene a trovare in una condizione di isolamento totale e sarà evitato anche dagli intimi familiari che hanno aderito alla stessa religione. Non è certo facile essere completamente esclusi dalla comunità delle persone amate, non poter condividere con loro nemmeno i momenti più significativi della vita, come i matrimoni, la nascita di un nipotino o anche un funerale. Ecco perché molti, seppur in completo disaccordo con l'Organizzazione, non la abbandonano: rimangono perché andarsene dignitosamente non è possibile. Chi nasce in una famiglia di TdG ha il destino segnato almeno fino all'età adulta, e in certi casi anche dopo. I sorveglianti delle congregazioni incoraggiano i neo genitori a portare il neonato nella Sala del Regno sin da piccolissimo, affinché "ascolti" e "impari" ciò che proviene dalla classe dirigente dell'Organizzazione. Così la sua carriera teocratica sarà in pieno e completo svolgimento "per dare un senso alla sua vita".Purtroppo molti di questi giovani arrivano ad essere TdG senza che prima gli sia stata data la possibilità di meditare seriamente sulla loro scelta, perché tutte queste attività sono state programmate dall'Organizzazione. E' necessario rimediare e non permettere che questo ragazzo/a, nel momento in cui abbia legittimi ripensamenti e abbandoni una Organizzazione che non sente sua, venga escluso e abbandonato anche dalla cerchia dei suoi affetti familiari: lui non ha nessuna colpa!! Quei ragazzi che ancora vivono nelle vostre congregazioni che, come il resto del "gregge", avete rinchiuso nella gabbia di regole aride e formali, li avete fatti sprofondare nella palude di convenzioni sterili ed ipocrite, avete tolto loro la dignità di poter determinare le proprie scelte di vita, perché gli avete imposto le vostre scelte! Non vi siete mai soffermati a pensare per un attimo a cosa giace nel profondo del loro animo! Come in qualsiasi animo umano, giacciono esperienze, emozioni, sentimenti, scopi e progetti. Ma voi avete tarpato le ali che conducono a tali istanze. Potete indicare una via, ma non potete imporla a nessuno! Così molti non si ribellano alla "verità" fine a sé stessa, ma all'imposizione della verità, che danneggia la Verità. Non hanno capito che una religione può essere esaltante per i genitori ma devastante per i loro figli. L'importante è signoreggiare, addomesticare, dominare, diventare quell'autorità che priva della fisionomia e della coscienza altrui per imporre la propria, ove il diverso non è solo un diverso ma una scheggia impazzita, un pericolo, uno che mina l'unità. Complimenti, ma state attenti che in futuro saranno più quelli che se ne andranno che quelli che rimarranno.Una religione che soffoca i valori individuali, in realtà soffoca tutti i valori veri. La macchina teocratica (in realtà burocratica), che esclude ogni genialità e ogni capacità di giudizio, mira per sua natura al dominio totale. Ora domandiamoci: fino a quando una questione appartiene ad una sfera legittima di controllo? Questa vostra perfezione è una presunzione di infallibilità. Sarebbe più logico che uno studiasse la Bibbia e segnalasse i vostri errori. E se non vi sta bene lasciate che almeno se ne vada tranquillamente, con dignità. Non impedite a nessuno di trattarlo con umanità e comprensione, perché umanità e comprensione sono alla radice di qualsiasi messaggio che possa ancora definirsi cristiano.Chiudere gli occhi su queste evidenze significa rinunciare alla verità. Il problema di fondo è che una volta invischiato in questa Organizzazione l'individuo si trova di fronte a una serie di fattori vincolanti che rendono ancor più difficile la disubbidienza e il rifiuto. La forza stessa di tale processo scoraggia ogni iniziativa libera e democratica. Il processo di indottrinamento e condizionamento psicologico è utile alla spiritualità come una danza indiana è utile alla pioggia. L'asservimento del singolo nei confronti dei diktat dell'Organizzazione è completo e maniacale. È la tragedia storica della coscienza di milioni di individui a cui è vietata la realizzazione della loro dignità di "esseri umani" e di tutte le loro potenzialità. Ecco perché è doveroso e obbligatorio che ognuno sia libero di abbandonare, dignitosamente e senza impedimenti di sorta, la suddetta deludente Organizzazione.
