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Prof. Arch. G. A. Centauro da Prof. Arch. G. A. Centauro pubblicato il 26 Aprile 2011 alle 7:24
[SIZE=4][COLOR=darkblue]IL TERRAZZINO SUL MASSO DELL’AQUILA È UN’OFFESA ALL’INTELLIGENZA [/COLOR] [/SIZE] Prof. Arch. Giuseppe Alberto Centauro La guglia elbana del Masso dell’Aquila, sito archeologico d’eccellenza, è luogo dotato di intrinseca bellezza, non disgiunta da una sacralità promanata dalla vetta della montagna alla quale appartiene. Questo masso scultoreo è stato offeso senza ritegno, impunemente, da un volgare ricetto murario in cantoni. Una struttura questa che, ancorché appena abbozzata, non ha alcuno scopo, riuscendo semmai da sola ad annullare completamente l’emozione da sempre qui evocata da quella roccia appuntita a forma di sparviero che domina dall’alto, come lo sguardo dell’Aquila, la distesa azzurra del mare. Una roccia che sembra personificare nel paesaggio selvaggio che la conforma tutt’intorno, la figura mitica di un Eracle trasfigurato dal trascorrere del tempo, modellato dal vento, eppure preesistente all’umanità come una sorta di divinità isolana. Oggi, questo assurdo scempio offende ancor prima del paesaggio rovinato, l’intelligenza umana. Il “guasto” procurato è enorme, proporzionale alla stupidità di chi ha pensato di trasformare in un terrazzino la più ambita meta del visitatore, quasi che si potesse pensare di ridurre a bivacco la cima dell’Everest, o del Cervino, o confinare il Parnaso o l’Olimpo stesso con piazzole recinte. L’ignoranza di non avere compreso che quel masso è esso stesso testimonianza di primo piano della cultura più antica dell’isola rende addirittura più sconfortante l’accaduto. Un triste segnale dell’incultura incipiente, senza speranza, appare dunque ai nostri occhi la maldestra sistemazione del sito alla quale tristemente assistiamo. In nome del buon senso e di un’azione di civiltà propongo che il Masso dell’Aquila sia restaurato prontamente quale simbolo stesso dell’isola. Si faccia poi di questo sito un monumento protetto da inserire nell’elenco dei beni paesaggistici intangibili da porre direttamente all’attenzione del Consiglio d’Europa, in applicazione della Convenzione Europea del Paesaggio (Carta di Firenze, 2000), da sottoporre quindi a tutela (ex Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2005, in applicazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio) e ogni opera ancorché provvisionale o temporanea che si pensi di dovere fare nell’interesse del sito sia valutata in modo approfondito, previa attenta schedatura e analisi d’impatto paesaggistico [COLOR=darkblue] Prof. Arch. Giuseppe Alberto Centauro, Docente di Restauro Architettonico ed Urbano Università degli Studi di Firenze [/COLOR]
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